Mobilità insegnanti. Stare lontani da casa peggiora condizioni fisiche e impone esborsi economici, giudice ordina trasferimento ad una sede di lavoro più vicina

di redazione
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Ancora una causa vinta contro l’algoritmo della mobilità docenti 2016.

Il Tribunale di Foggia con la sentenza n°8933/2016 del 21 dicembre scorso a firma del Giudice del Lavoro dott.ssa Roberta Lucchetti, ha dato ragione ad una docente della scuola secondaria di 1°originaria della provincia di Lecce, rappresentata e difesa dagli avvocati Graziangela Berloco e Gianluigi Giannuzzi Cardone, obbligata a trasferirsi a Cerignola (Foggia) pur di non perdere il posto di lavoro atteso e conquistato dopo anni di ulteriori sacrifici.

La sentenza costituisce un particolare precedente giurisprudenziale, poichè nel corso di un giudizio ordinario la ricorrente ha deciso di richiedere anche un ricorso cautelare d’urgenza, in considerazione del peggioramento delle sue condizioni fisiche dovute all’aumento dello stato di disagio causato dalla lontananza da casa stabilita in maniera illecita, e lo ha vinto.

Il Giudice del Lavoro ha ordinato al MIUR di trasferire la docente ricorrente ad una sede di lavoro più vicina rispetto a quella in cui l’aveva relegata.

Per il giudice “tali conseguenze pregiudizievoli, lesive di prerogative e diritti costituzionalmente tutelati, sono adeguatamente evitabili con un provvedimento di natura cautelare idoneo a preservare il diritto invocato, verosimilmente sussistente, durante il tempo necessario a farlo valere in maniera ordinaria (cit. sentenza)”

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