Mobilità, in Sicilia si ritorna solo con 104/92. Al Miur nessun sospetto? Lettera

ipsef

item-thumbnail

Inviato da Maria Grazia Bonica – Da ieri sera, esattamente da quando abbiamo letto i bollettini Usp di Messina, continuiamo a farci domande tra docenti non ‘soddisfatti’ dalle operazioni di mobilità.

Ci stiamo chiedendo, e ci piacerebbe, se lo chiedessero i vertici del Miur, come si fa ad ottenere trasferimento in Sicilia, nella fattispecie, a Messina, con soli 8 punti.
Praticamente, senza neanche il punteggio dell Abilitazione?

Come si fa a leggere di trasferimenti ‘previsti’ dal contratto a gente che ha la metà dei tuoi punteggi e dei tuoi anni? E come mai aumentano ogni anno?

Così, mentre dal Miur comunicano trasferimenti a iosa, i ‘bloccati’ al Nord, non comprendono quando potranno rientrare in Sicilia, posto che, tutte o quasi tutte le posizioni soddisfatte risultano verosimilmente riconosciute alle 104.

Con il dovuto rispetto alle 104 vere e sacrosante, una domanda sorge spontanea.  Ma come è possibile che avvenga ciò? Qual è il morbo? Allora dobbiamo augurarci di restare anche noi, su una sedia a rotelle, per rientrare a casa, dai nostri figli, mariti e genitori anziani?
Perché non dire che per essere trasferite occorre avere la precedenza da 104 personale?
Perché illudere e costringere ogni anno, tutti noi, a tale dispendio di ulteriori energie?

Occorre dare alla mobilità il contenuto che ogni trasferimento richiede.

A parte, andrebbero trattate le patologie vere. Fare una corsia preferenziale certo, ma consentire a tutti i docenti di partecipare realmente alla procedura di mobilità.
E non ad una farsa.

Siamo fuori da 4 Anni e c’è chi lo è anche da 16.
A 60 anni, si è’ perfettamente abili al lavoro, nonostante i mille acciacchi, e a 35 si è invalidi?
Tutti? Chiarezza e trasparenza … vogliamo.
La pretendiamo.

Versione stampabile
anief banner
soloformazione