Mobilità, il giudice riconosce diritto di precedenza a docente che assiste il genitore

Stampa

Il Giudice del Lavoro D.ssa Chiara Gagliano con sentenza a verbale del 20/11/2019 ha accolto il ricorso presentato dall’avv. Elisa Cianciolo per conto di una docente di Termini Imerese.

L’insegnate di scuola primaria assunta a tempo indeterminato e assegnata alla Provincia di Pistoia è referente unica di entrambi i genitori disabili in situazione di gravità (art. 3 comma 3 della legge 104/1992), da anni presentava domanda di mobilità territoriale interprovinciale che non veniva accolta poiché il CCNI riconosce tale precedenza solo ai docenti della fase provinciale.

L’avv. Cianciolo ha sin da subito rilevato una evidente lesione dei diritti della docente, sia per il mancato riconoscimento del diritto di precedenza incondizionato previsto dall’art. 33 comma 5 della legge 104/1992, sia per la discriminazione tra docenti, in quanto se il diritto di precedenza è attribuito nella mobilità provinciale non può essere escluso in quella interprovinciale, perché è proprio nei trasferimenti tra le province diverse e lontane che diventa difficile, se non impossibile, provvedere alle cure del familiare disabile ed ancor di più se il familiare è l’unico referente.

Ha, quindi, presentato ricorso al Tribunale di Termini Imerese chiedendo di accertare e dichiarare il trasferimento della ricorrente presso l’Ambito Territoriale indicato in domanda quale prima preferenza.

Il Tribunale di Termini Imerese ha rilevato che “nel settore scolastico, opera l’art. 601 del D.Lgs 297/1994, il quale, al primo comma, sancisce che gli artt. 21 e 33 della legge 104/1992 “si applicano al personale di cui al presente Testo Unico”, mentre al secondo comma, dispone che tali norme “comportano la precedenza all’atto della nomina in ruolo dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità. L’art. 601, non prevedendo limiti al proprio contenuto precettivo, presenta la struttura della norma imperativa incondizionata, attuativa di valori di rilievo costituzionale”. Per tali ragioni ha dichiarato il diritto della ricorrente a scegliere la sede nella procedura di mobilità secondo l’ordine di preferenza indicato .

L’avv. Cianciolo, ancora una volta a fianco dei docenti, si ritiene soddisfatta del risultato raggiunto “è stato tutelato il principio fondamentale dell’assistenza continuativa al disabile in favore dei docenti coinvolti in tutte le fasi delle procedure di mobilità, è una grande lezione di civiltà giuridica che tiene conto delle imprescindibili e primarie esigenze personali e familiari dei docenti”.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur