Mobilità, i vincoli non hanno più ragione di esistere. Lettera

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Inviata da Vittorio Muratori – Il cambio delle regole in corsa è una prassi nel mondo della scuola e le ultime notizie in merito alla mobilità confermano questa pessima abitudine.

Sono entrato in ruolo lo scorso settembre, nella scelta della sede ho tenuto conto del fatto che sarebbe stato possibile partecipare alla mobilità prima dello scatto del vincolo triennale. Ho deciso di non cambiare sede soprattutto per motivi economici visti i prezzi astronomici degli affitti e dei relativi servizi delle agenzie immobiliari.

Dopo l’ultimo incontro con il governo i sindacati annunciano trionfanti che sono stati eliminati tutti i vincoli alla mobilità dimenticando di dire che sono stati introdotti per i neoimmessi. Esatto, introdotti, perché al momento la normativa prevede la possibilità di scegliere la sede di immissione dopo il superamento dell’anno di prova.

Vorrei ricordare che i vincoli sono iniqui per tutti, anche per i neoimmessi che spesso hanno anni di precariato alle spalle.

Considerando l’introduzione dell’incentivo economico per scoraggiare la mobilità, ritengo che i vincoli non abbiano più ragione di esistere, per nessuno. Se proprio un vincolo ci deve essere, penso sia giusto farlo scattare solo in seguito all’ottenimento del movimento, ma non prima. Se poi lo scopo di queste limitazioni è favorire la continuità didattica, non si capisce perché nel conteggio degli anni di vincolo non si tengano presenti gli anni che il docente ha eventualmente effettuato nella stessa sede da precario prima del superamento del concorso.

Spero che i sindacati continuino a lottare per difendere gli interessi di tutti i lavoratori e non solo di una parte.

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