Mobilità. Giannini, se necessario qualche altro aggiustamento, immorale parlare di deportazione

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Il Ministro Giannini torna a parlare di mobilità dei docenti di ruolo per l’a..s 2016/17 e lo fa in occasione dell’evento Panorma d’Italia, durante il quale è stata anche contestata.

“È immorale parlare di deportazione nella scuola. Quella parola ci evoca momenti della storia ben più drammatici” ha detto il Ministro in riferimento ai trasferimenti su base nazionale che hanno interessato migliaia di docenti immessi in ruolo con il piano straordinario di assunzioni. Ci tiene a spiegare cosa è accaduto il Ministro e i motivi per cui l’operazione non avrebbe potuto svolgersi diversamente.

“L’80% degli insegnanti italiani, e parlo soprattutto dei nuovi assunti, è nato e vive a sud di Roma; il 67% delle cattedre disponibili è a nord di Roma. Ribaltare la geografia è un’operazione complessa che nessuno può attuare. Abbiamo fatto una legge che ha dato un’opportunità straordinaria a tutti coloro che da decenni, in alcuni casi, aspettavano il diritto, e sottolineo il diritto, della stabilità di un posto di lavoro”.

Il Ministro chiude così un discorso che invece è molto più complesso. Ne abbiamo parlato in

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Il Ministro prosegue “Abbiamo dato quest’anno con un piano di mobilità straordinaria, la possibilità a 207 mila insegnanti, anche quelli già in ruolo, di ritornare nelle loro sedi, quando in molti casi erano stati per anni fuori. È chiaro che c’è ancora un fenomeno di mobilità da sistemare che stiamo facendo tutti i giorni”

In effetti sul rientro nelle province del sud dei docenti immobilizzati si è giocato il grosso della partita, come indicato dal sottosegretario Faraone a proposito della primaria, il settore in cui il fenomeno è stato più evidente ”

Oltre 1.100 in Sicilia, circa 600 in Puglia, oltre 1.800 in Campania, quasi 540 in Calabria. A fronte di circa 800 docenti in Sicilia, circa 550 in Puglia, circa 1.500 in Campania e 400 in Calabria, che invece dovranno trasferirsi.”

“Vedremo se ci sarà la necessità di qualche altro aggiustamento. Ne abbiamo fatti già in corso d’opera e mi sembra con ottimi risultati”, ha chiuso così il Ministro.

Sugli ottimi risultati avanziamo qualche dubbio, dal momento che ci risulta da un lato che molte conciliazioni sono state rifiutate – questo significa che stanno per essere avviati i contenziosi presso i tribunali del lavoro – e che molte tra quelle che sono state proposte non hanno certo soddisfatto i docenti, con una proposta secca che in alcuni casi conteneva solo una destinazione più vicina rispetto a quella inizialmente proposta dall’algoritmo, ma non la provincia desiderata.

In ogni caso, nessun accenno al fatto che questi aggiustamenti hanno dimostrato che l’algoritmo utilizzato ha commesso molti errori (al Ministero si chiamano anomalie) e che è già stato rifiutato di conciliare per molte situazioni (fase B, secondaria di II grado), senza parlare degli errori rilevati nei punteggi.

Insomma, quali potrebbero essere gli ulteriori aggiustamenti? Inoltre, una operazione del genere non può essere condotta mettendo pezze alle falle sistema, senza nessuna garanzia di trasparenza.

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