Mobilità e vincolo quinquennale, il Ministero tira dritto. Sindacati delusi: “Nessun confronto con noi”

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E’ già finita la luna di miele fra sindacato e Ministero? Gli indizi ci sono, ovvero le dichiarazioni dei segretari generali subito dopo la pubblicazione dell’ordinanza ministeriale sulla mobilità. Una sorta di blitz serale che ha visto l’avvio delle domande per i trasferimenti partire già dalla stessa sera, lunedì 29 marzo, e che soprattutto non ha previsto un confronto precedente proprio con le organizzazioni sindacali. E quel che è peggio, anche se non si tratta di una vera sorpresa, il vincolo quinquennale resta al suo posto.

Uno dei problemi sollevati dai sindacati è la ridotta finestra temporale per le inoltrare l’istanza: le domande, per il personale docente vanno dal 29 marzo al 13 aprile, mentre per il personale ATA le domande vanno dal 29 marzo al 15 aprile, lo stesso giorno in cui è previsto l’avvio delle domande per il personale educativo, che avrà tempo fino al 5 maggio.

MOBILITÀ 2021, domande al via: vincoli, punteggio, come compilare la domanda [LO SPECIALE] PAGINA IN AGGIONAMENTO

Contrariamente a quanto promesso, non vi è stata alcuna condivisione delle scelte operate e delle prospettive future della mobilità“, tuona la segretaria generale dello Snals Elvira Serafini.

Una modalità che desta sconcerto, sia per la mancata informazione preventiva alle organizzazioni sindacali, sia per l’estrema ristrettezza dei tempi fissati per la presentazione delle domande che scadranno il 13 aprile. Considerate anche le festività pasquali e le difficoltà provocate dalle misure di contenimento anti-Covid, inevitabilmente le nostre strutture sindacali, impegnate nell’assistenza al personale scolastico, dovranno lavorare con ritmi molto stressanti e ciò non gioverà di certo al regolare e sereno svolgimento delle operazioni”, dice Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

Abbiamo manifestato da subito la nostra contrarietà all’avvio della procedura della mobilità senza una soluzione condivisa dei nodi politici, e soprattutto in sovrapposizione con altre procedure delicate e complesse come quelle dell’aggiornamento della terza fascia del personale ATA“, scrive la Flc Cgil in un comunicato.

Rimane vincolo quinquennale. Ci sarà controllo del sistema informatico, previste solo due deroghe

Certamente la questione vincolo quinquennale, rimasto intatto nell’ordinanza, è un altro tasto dolente che i sindacati fanno notare.

Non c’erano in verità grandi aspettative su questo tema: il problema è di natura politica e al momento, non si è trovato alcun accordo, nemmeno con il decreto sostegni, che in effetti non prevede alcuna norma.

Adesso, l’unico modo per permettere di produrre domanda di trasferimento quest’anno ai tanti docenti di ruolo bloccati dal vincolo resta l’assegnazione provvisoria: “Dopo questo colpo di scena da parte di viale Trastevere, chiediamo che si intervenga almeno sul fronte della mobilità annuale per sanare la situazione, augurandoci che quanto prima sia dato seguito alle intenzioni espresse dal ministro Bianchi in merito alla ripresa di buone relazioni sindacali“, ha proseguito Rino Di Meglio, della Gilda.

la politica ha soltanto illuso migliaia di lavoratori della scuola immobilizzati al di là dei proclami sui social“, tuona Marcello Pacifico, presidente dell’Anief.

“Il blocco quinquennale è una delle tante misure “bandiera” che rispondono a ragioni ideologiche più che di concretezza e buon senso: favorire la continuità è un obiettivo su cui ben più efficacemente si può intervenire riconsegnando la materia mobilità alla sua sede naturale e legittima, che è quella contrattuale”, dice Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola.

Permettere l’assegnazione provvisoria ai docenti bloccati può essere una soluzione tampone che però dovrà essere pensata e incastrata anche alla luce delle operazioni di immissioni in ruolo e di conferimento delle supplenze. Il Ministero prenderà questa strada?

“Più che delusione, esprimiamo preoccupazione riguardo a provveimenti che avrebbero bisogno che fossero inseriti in un quadro organico che abbia come obiettivo l’apertura dell’anno scolastico con regolarità, già da settembre. Per poterlo fare davvero serve un provvedimento organico del Governo che riassuma le varie fasi per poterle gestire nei tempi e nel contempo restituire un clima di fiducia che parta dalla condivisione a cui il ministro ha più volte fatto riferimento. Sostanzialmente significa dare risposte purtroppo rimaste inevase da troppo tempo”, afferma la Uil Scuola.

ORDINANZA PERSONALE SCOLASTICO

 

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