Mobilità e vincoli, la fretta non è buona consigliera: Anief spiega i motivi per cui occorre attendere il parere dell’Europa e lo ribadirà tra una settimana durante il confronto

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Sulla mobilità del personale scolastico il tempo stringe: il ministero dell’Istruzione ha infatti deciso di spingere sull’acceleratore, preparando l’ordinanza che regola gli spostamenti di docenti e Ata senza nemmeno attendere il parere dell’Unione europea sulla proposta formulata dal Dicastero stesso nell’ambito della proposta sulla fase transitoria del nuovo reclutamento.

“Non è un giudizio secondario – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché l’esito della risposta della Commissione europea, sulla richiesta di applicare i vincoli per garantire la continuità didattica previsti dal PNRR soltanto a partire dall’assunzione dei docenti con il nuovo concorso, ha un certo peso nelle politiche scolastiche nazionali. Ancora di più dopo la bocciatura dell’emendamento al Milleproroghe suggerito dall’Anief per palese contrasto rispetto a quanto stabilito nei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

 

L’Anief ritiene che questa linea del Ministero sta ledendo il diritto al ricongiungimento con la famiglia: per questo motivo ha espresso tutto il suo dissenso alla proposta dell’amministrazione di procedere comunque per i 100 mila che si presume presenteranno domanda di mobilità, salvo integrare il contratto per i 20 mila che sarebbe esclusi in questa prima fase.

 

“Secondo l’Anief – continua Pacifico – rimane del tutto fuori luogo giustificare i vincoli alla mobilità con il richiamo alla continuità didattica, poiché la permanenza in una scuola non comporta alcuna garanzia di rimanere con le classi dell’anno precedente. Inoltre, rimane aperto anche il nodo sulle precedenze relative all’assistenza di parenti che usufruiscono dei permessi relativi alla Legge 104/92. Come rimane vivo il problema della quota dei posti utili per effettuare i trasferimenti, nonché della formazione per garantire i passaggi di ruolo. Per non parlare del personale ATA, per il quale risulta indispensabile la riattivazione dei passaggi professionali verticali e l’introduzione di posizioni economiche più vantaggiose, come già detto nel corso della trattativa in corso all’ARAN sui profili professionali della scuola”.

 

Per definire la situazione mobilità 2023, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha convocato i sindacati per venerdì 17 febbraio (inizialmente si sarebbe dovuta svolgere martedì 14 febbraio). All’ordine del giorno sono stati posti due punti: ipotesi CCNI sulla mobilità del personale docente, educativo ed ATA biennio 2023/2024 e 2024/2025 – conclusione trattative; informativa O.M. mobilità docenti, ped e ata 2023/2024 e O.M. mobilità IRC 2023/2024.

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