Mobilità e trasferimenti docenti 2022/23, non solo vincoli. Potrebbero essere pochi anche i posti disponibili

WhatsApp
Telegram
insegnante

Mobilità docenti anno scolastico 2022/23: il Ministero ha avviato il confronto con le organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto triennale ma a causa dello stato di agitazione proclamato da FLC CGIL, CISL, UIL, SNALS e GILDA non ci sono ancora novità di rilievo.

E tuttavia è bene fare il punto della situazione.

I vincoli dei docenti neoimmessi in ruolo

A tenere banco, anche e soprattutto in Legge di Bilancio, la situazione dei “docenti vincolati”, ossia dei docenti legati al posto di assunzione per tre anni scolastici in cui viene negata la richiesta non solo di trasferimento, ma anche di assegnazione provvisoria o accettazione di supplenza in base all’art. 36 del CCNL (con pochi casi di eccezione).

Ad essere interessati i docenti della scuola Secondaria di I e II grado assunti dalle graduatorie di merito del concorso straordinario 2018, per i quali si applica l’articolo 13 comma 3 del D.lgs 59/2017, come modificato dalla Legge n. 145/2018  e il vincolo degli insegnanti immessi in ruolo nell’anno scolastico 2020/21, qualunque sia la procedura utilizzata per il loro reclutamento e a prescindere dall’ordine o grado di istruzione di assunzione, come esplicitato nel comma 17-octies dell’art. 1 del D.L. n. 126/2019, coordinato con la Legge di conversione n. 159/2019.

Vincoli che il Decreto Legge n. 73/2021 (decreto sostegni-bis) ha modificato, riducendo da cinque anni a tre anni, ma non risolvendo di fatto le difficoltà contingenti. 

Vincolo triennale per docente che ha ottenuto trasferimento su scuola

Il  vincolo triennale dopo la mobilità volontaria è previsto nell’art.2 comma 2 del CCNI 2019/22 dove si chiariscono le condizioni che lo determinano:

Nel caso di mobilità ottenuta su istituzione scolastica nel corso dei movimenti della I fase attraverso l’espressione del codice di distretto sub comunale, il docente non potrà presentare domanda di mobilità volontaria per i successivi tre anni. Tale vincolo opera all’interno dello stesso comune anche per i movimenti di II fase da posto comune a sostegno e viceversa, nonché per la mobilità professionale.

Tale vincolo triennale non si applica ai docenti beneficiari delle precedenze di cui all’art. 13 e alle condizioni ivi previste del presente contratto, nel caso in cui abbiano ottenuto la titolarità in una scuola fuori dal comune o distretto sub comunale dove si applica la precedenza, né ai docenti trasferiti d’ufficio o a domanda condizionata, ancorché soddisfatti su una preferenza espressa.”

Vincolo triennale per tutti i docenti che otterranno trasferimento

Un altro vincolo è già all’orizzonte e si applicherà a partire dalle operazioni di mobilità dell’anno scolastico 2022/23. Introdotto dal Decreto Legge n. 73/2021 (decreto sostegni-bis)

  • è di tre anni scolastici;
  • si applica a tutti i docenti trasferiti, a prescindere dalla preferenza in relazione alla quale si è stati soddisfatti [quindi mentre prima operava per le sole preferenze analitiche (scuole) e nel comune di titolarità, adesso anche per quelle sintetiche (comuni e distretti)];
  • non si applica ai docenti soprannumerari che non presentano domanda volontaria ma condizionata (infatti nel testo di parla solo di mobilità volontaria; questo aspetto comunque andrà chiarito nel prossimo CCNI sulla mobilità).

Evidenziamo che, stando al tenore letterale del testo, il vincolo di permanenza si applica anche ai beneficiari delle precedenze di cui all’articolo 13, comma 1, del CCNL 2019/22 (emodializzati e non vedenti, personale con disabilità, personale che assiste soggetti con disabilità …).

Considerate le necessità del predetto personale, molto probabilmente in fase di stesura del CCNI i sindacati chiederanno un apposito intervento.

N.B. Il vincolo triennale su scuola ottenuta con il trasferimento dal 2022/23 riguarda la sola mobilità, ossia i trasferimenti e i passaggi di ruolo/cattedra, ma non le assegnazioni provvisorie e le utilizzazione che non vengono citate nel testo del DL.

N.B. Naturalmente tutto il discorso relativo ai vincoli previsti dalla normativa è agli esordi, bisognerà attendere gli esiti della contrattazione al Ministero.

Pochi i posti a disposizione?

Potrebbero essere invece pochi (nel complesso) i posti a disposizione per la mobilità. Rientrano nel numero sicuramente i posti derivanti dal turnover di pensionamenti – non c’è ancora il dato – certificati alla data ultima indicata dal Ministero.

Non sono invece compresi i posti rimasti vacanti dalle operazioni di reclutamento dei docenti precari per l’anno scolastico 2021/22. Il Decreto sostegni bis ha infatti esplicitamente fornito l’indicazione che tali posti debbano essere utilizzati per un nuovo concorso straordinario destinato a docenti con determinati requisiti di servizio. L’art. 59 comma 9bis  afferma ” In caso di positiva valutazione del percorso di formazione e della prova conclusiva il candidato è assunto a tempo indeterminato a decorrere dal 1° settembre 2022 sui posti vacanti e disponibili di cui al primo periodo, che sono resi indisponibili per le operazioni di mobilità e immissione in ruolo”

Suddivisione posti tra trasferimenti interprovinciali e passaggi di cattedra/ruolo

Va poi considerata che l’aliquota del 50% dei posti vacanti disponibili per la mobilità dei docenti di ruolo va poi suddivisa tra i trasferimenti interprovinciali e i passaggi di cattedra/ruolo.

Percentuali che al momento non sono state ancora concordate con i sindacati e che potrebbero anche essere semplicemente 50% e 50% per tutti e tre gli anni scolastici di validità del nuovo contratto.

Va precisato che, ad oggi, di questo nuovo concorso straordinario non vi è traccia, nonostante il Decreto imponga la data del 31 dicembre come termine ultimo per la prova disciplinare, pertanto è ancora presto per capire come saranno effettivamente utilizzati questi posti.

WhatsApp
Telegram

Concorso ordinario secondaria: diventerà annuale. Nessuna prova preselettiva. Eurosofia mette a disposizione i propri esperti