Mobilità e mancato punteggio paritarie: eliminiamo questa incoerenza. Lettera

WhatsApp
Telegram

Ben consci dei vostri innumerevoli impegni Vi chiediamo pochi minuti di attenzione del Vostro preziosissimo tempo e, pertanto, cercheremo di sintetizzare al massimo.

Le Vostre anticipazioni sulla contrattazione per la mobilità 2016/2017 evidenziano ancora una volta il mancato riconoscimento del servizio svolto nella scuola paritaria.

Un’ingiustizia, attraverso la quale, nel “silenzio del legislatore”, dopo 17 anni dovremo leggere ancora, nelle Note Comuni alle Tabelle di valutazione dei titoli e dei servizi che “il servizio prestato nelle scuole paritarie non è valutabile in quanto non riconoscibile ai fini della ricostruzione di carriera”.

La legge sulla Parità Scolastica (n. 62/2000), attraverso il Decreto Legge n. 255 del 03/07/2001 art. 2.2, “I servizi di insegnamento prestati dal
1° settembre 2000 nelle scuole paritarie sono valutati nella stessa
misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali”
(norma riconosciuta legittima e costituzionale dal Consiglio di Stato con la sentenza 1102/2002), ha dato pari dignità al servizio prestato nelle scuole paritarie, ma non si è occupata di disciplinare il riconoscimento dello stesso come pre ruolo ai fini della mobilità e/o della ricostruzione della carriera.

In sintesi: molti docenti che hanno prestato servizio presso le scuole paritarie, ben individuate e definite dalla Legge n. 62/2000, si sono ritrovati a subire l’incoerenza e/o la non definizione precisa del punteggio del servizio prestato:

  • valutato nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali per l’inserimento e l’aggiornamento delle graduatorie istituite quali permanenti con Legge 124/99 e trasformate ad esaurimento con Legge 296/06;

  • non valutato nella mobilità in quanto non riconoscibile ai fini della ricostruzione di carriera.

Quindi si è verificato che:

  1. grazie allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento in cui erano inseriti sono stati immessi in ruolo magari anche tra i primi;

  2. successivamente hanno partecipato alla mobilità straordinaria a punteggio zero o quasi di pre ruolo nonostante molti anni di servizio;

  3. conseguentemente, la maggioranza di essi è stata destinata a luoghi di lavoro diversi dagli ambiti territoriali richiesti (spesso a centinaia di km dalla propria residenza lontani dalle proprie famiglie) ma, soprattutto, spettanti con l’eventuale riconoscimento del servizio prestato nelle scuole paritarie.

Si sa benissimo che dal 2000 le varie tipologie di scuole non statali sono state sostituite con l’unica categoria di Scuola Paritaria riconosciuta dal MIUR. Riteniamo, quindi, che la parificazione dei servizi costituisce il logico corollario di una parificazione degli istituti privati a quelli pubblici e evidenziamo che si tratta di comportamenti omissivi da parte del legislatore e del tavolo negoziale in sede di emanazione della legge 62/2000 e successive integrazioni, perché in essa si sarebbe potuto ovviare a questo problema fin dal 2000.

I seguenti provvedimenti d’urgenza di cui si è venuto a conoscenza (e sappiamo che altri sono in corso di enunciazione):

  • Ordinanza dell’11 luglio 2016 del Tribunale del Lavoro di Caltagirone

  • Ordinanza del 20 luglio 2016 del Tribunale del Lavoro di Milano

  • Ordinanza del 6 settembre 2016 del Tribunale Sezione Feriale Lavoro di Napoli

  • Ordinanza del 4 novembre 2016 del Tribunale del Lavoro di Lanciano

  • Ordinanza del 4 novembre 2016 del Tribunale del Lavoro di Lecce

  • Ordinanza del 4 novembre 2016 del Tribunale del Lavoro di Mantova

  • e inoltre Ordinanze dei Tribunali del Lavoro di Napoli Nord, Roma e Treviso

riconoscono il diritto alla valutazione del servizio pre ruolo svolto negli istituti paritari sia ai fini del punteggio di mobilità che per la ricostruzione di carriera.

Parrebbe che queste ordinanze eliminino alcuni dubbi e/o incoerenze:

  1. Partendo dalla Legge n. 62 del 10 marzo 2000, istitutiva della parità scolastica, e relative disposizioni attuative (C.M. 163/00; D.M. 267/07; D.M. 83/08), per poi richiamare il successivo art. 2 comma 2 del D.L. 255/01, specificamente dettato per una pari valutazione del servizio d’insegnamento negli istituti paritari rispetto a quello svolto negli statali, si è risolto il possibile equivoco derivante dal riferimento degli artt. 360 comma 6 e 485 del D. Lgs 297/94 alle sole scuole “pareggiate” e “parificate” (“agli effetti della carriera”), chiarendo che tale previsione legislativa va senz’altro aggiornata alla luce delle novità normative in materia di parità scolastica e rilevando come al riguardo esiste, peraltro, un’espressa disposizione, l’art.1 bis D.L. 250/05, nel quale è precisato che: “Le scuole non statali di cui alla parte II, titolo VIII, capi I, II e III, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono ricondotte alle due tipologie di scuole paritarie riconosciute ai sensi della legge 10 marzo 2000, n. 62, e di scuole non paritarie”.

  2. Subito dopo l’approvazione della Legge n. 62/200 (“Norme per la parità scolastica”) l’art. 2 comma 2 del D. L. n. 255 del 2001, convertito il Legge 333/01 aveva disposto che “i servizi di insegnamento prestati dal 10 settembre 2000 nelle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000 n. 62 sono valutati nella stessa misura prevista per il servizio prestato nella scuole statali”.

Sappiamo che le decisioni diventano definitive, se impugnate, dopo i tre gradi di giudizio e solo eventuali sentenze della Cassazione potrebbero definire in maniera più certa l’intera questione.

Il tempo e la situazione in evoluzione, però, ci suggeriscono di non aspettare l’eventuale sviluppo giurisprudenziale, convinti che una norma specifica in sede di contrattazione può eliminare questa incoerenza e bloccare, tra l’altro, ogni tipo di azione legale.

In definitiva, visto che:

  1. nonostante siamo in migliaia ma praticamente siamo “figli di nessuno e quindi invisibili ai più”;

  2. la nostra voce non arriva a nessuno;

  3. la maggior parte dei sindacati non sono interessati e non porranno mai la questione in sede di contrattazione perché hanno osteggiato la legge sulla parità fin dall’inizio impugnandola per presunta illegittimità costituzionale, e non l’hanno posta se uno di loro afferma che “Noi come servizio intendiamo quello statale”….

  4. sono previsti numerosi ricorsi sia collettivi che individuali sulla questione, mentre altri sono stati già avviati e inoltrati, e altri ancora arriveranno dopo l’esame delle domande di ricostruzione di carriera;

Vi chiediamo, sapendo bene che potrebbero riprendere la contrattazione per le norme che regolano la nuova mobilità,

di essere sensibili alla nostra richiesta e di motivare il più possibile chiunque, partendo dalla Ministra ai dirigenti del MIUR, affinché si adoperino per l’eliminazione di questa incoerenza.

Sicuri dell’accoglimento favorevole della nostra richiesta, La ringraziamo per la Sua attenzione e sensibilità, nonché della gentile disponibilità e porgiamo Cordiali saluti.

A nome delle migliaia di docenti che hanno operato e operano nelle scuole paritarie,

Prof. Salvatore Giancarlo

Mobilità, accordo firmato. Anticipazione: si scelgono fino a 5 scuole. Addio vincolo triennale, modifica tabella titoli, 60% assunzioni, 30% mobilità, 10% mobilità professionale

WhatsApp
Telegram

Adempimenti dei Dirigenti scolastici per l’avvio del nuovo anno scolastico: scarica o acquista il nuovo numero della rivista per Dirigenti, vicepresidi, collaboratori del DS e figure di staff