Mobilità e immissioni in ruolo: docenti delusi dalle percentuali

di Giulia Boffa
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La mobilità divide i docenti: molte sono le mail di protesta che ci giungono in redazione da diversi gruppi di docenti.

I docenti precari rimasti in Gae chiedono al ministro di essere stabilizzati e di avere riservate quante più cattedre, togliendole ovviamente alla mobilità. La lamentela riguarda anche le molte assegnazioni provvisorie che hanno portato via le supplenze annuali, specie nelle zone del Sud; molti precari sarebbero rimasti a casa senza possibilità di lavoro.

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I docenti neoimmessi, a loro volta, riuniti nel gruppo detto Nastrini Rossi, rivendicano invece il diritto di essere trasferiti a casa nel più breve tempo possibile, perché penalizzati dal piano di immissioni straordinario e dalla mobilità, che in base ad errori dell’algoritmo del sistema, li ha destinati in zone lontane dalla famiglia, prevalentemente al Nord.

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Di contro c’è il gruppo dei docenti Immobilizzati, che invece recriminano il fatto di essere fuori provincia di residenza da troppo tempo e di non avere opportunità di ritornare a casa; lo scorso anno il piano straordinario di mobilità ha previsto che potessero essere disponibili tutte le cattedre per la mobilità, penalizzando le immissioni in ruolo sia da GM (altro fronte di protesta da parte dei docenti, che vorrebbero immissioni anche oltre il 10% degli idonei) che da GaE (docenti che vorrebbero che tutte le graduatorie venissero svuotate immettendo nella provincia di appartenenza).

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I Docenti Immobilizzati rispondono alle proteste dei Nastrini Rossi, affermando che per loro il Governo ha cercato di adottare tutte le misure necessarie per mandarli a casa, dando anche la possibilità di lavorare in assegnazione provvisoria su posti di sostegno senza specializzazione, ma soprattutto di essere stati considerati nelle conciliazioni della mobilità, cosa che invece non è stata concessa ad altri.

La mobilità è dunque un campo di battaglia per i docenti della scuola italiana. L’accordo firmato il 30 dicembre tra MIUR e sindacati potrebbe riuscire a dirimere un po’ di questioni? Il 60% delle cattedre ad immissioni in ruolo e il restante a mobilità fa capire che quest’anno il Governo punta ancora a svuotare le graduatorie.

Aspettiamo il contratto per saperne di più.

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