Mobilità, i docenti di ruolo protestano. Costretti ancora a rimanere al nord e il Miur bandisce nuovi concorsi

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Comunicato – A tre anni scolastici dalla famigerata assunzione straordinaria, ancora il boom di insegnanti allo sbaraglio non si è arrestato: un’emorragia sociale e umana, economica e di affetti lacerati, che produce effetti devastanti nella vita dei docenti esiliati al Nord dalla 107.

Pertanto, nella giornata del 28 dicembre 2017, i Comitati Scuola si sono ritrovati in Via Etnea a Catania, per continuare a manifestare il dissenso nei riguardi di un Legge che smentisce se stessa, non avendo di fatto prodotto stabilità nella vita lavorativa degli insegnanti meridionali, anzi ne ha rafforzato la precarietà, costringendo persone non più giovanissime a staccarsi dai propri nuclei familiari, per svolgere il proprio lavoro al Nord, in sedi di titolarità difficili da raggiungere. Così, in mezzo a un clima di festa natalizia, un corposo numero di maestre e professori, accompagnati dai parenti, hanno sfilato da Piazza Università fino alla sede della Prefettura, in cui una delegazione è stata ricevuta dal vice prefetto, Dott. Fichera.

I delegati hanno esposto i punti salienti della Riforma, del suo fallimento e dell’improponibile vita affrontata dagli esiliati, oramai allo stremo emotivo ed economico. Infatti, quando si parla di Buona Scuola, proprio per la sua accezione migliorativa, il comparto avrebbe dovuto subire uno sviluppo dell’Offerta Formativa, aggregandovi insegnanti “di lungo corso”, a cui era dovuta una stabilizzazione nella provincia di residenza e in cui era stato svolto un sevizio, di gran lunga superiore a 36 mesi. Stranamente, invece, un Ministero schizofrenico li ha preferiti alle nuove leve, con cui doveva esserci una spartizione equa dei posti ai fini dell’assunzione. Ma le stranezze non sono finite, infatti, mentre in fase C gli idonei del concorso 2012 hanno scavalcato i precari storici delle GAE, in fase B i vincitori hanno subito lo stesso trattamento dei colleghi GAE, finendo a migliaia di chilometri di distanza. E ancora, in sede di mobilità, avvenuta con l’ausilio di un algoritmo fallace, nessun docente ha potuto soddisfare la propria richiesta di avvicinamento; anche i colleghi immessi ante 2015, che hanno provato ad avvicinarsi a casa, non hanno potuto perché intrappolati dagli errori dell’algoritmo. Un danno permanente, quindi, quello subito dagli insegnanti, a cui il Ministero non vuole porre rimedio.

Al danno si aggiunge la beffa: si continuano a bandire nuovi concorsi, senza tenere in considerazione che la mobilità ha precedenza sulle assunzioni. Anche il vice prefetto, infatti, ha affermato che gli organici della pubblica amministrazione ruotano intorno ai trasferimenti e non attorno ai concorsi.
Manca la tutela nei confronti dei lavoratori a tempo indeterminato della scuola, perché il mondo sindacale è cieco e sordo: gli si negano diritti sanciti dalle Leggi del Comparto e dalla stessa Costituzione.
La folla dei docenti che ha macchiato la Via Etnea di rabbia, collera e sconforto, ha consegnato, attraverso i delegati, una lettera al Prefetto che si è impegnato a farla pervenire al MIUR.

Nei prossimi giorni altre piazze si uniranno a quella siciliana, perché la memoria storica di un evento, apparentemente corretto agli occhi di una società massacrata dalla crisi economica e da un tasso di disoccupazione giovanile altissimo, non possa trasformare tutti gli insegnanti attualmente al Nord, in fantasmi, dimenticati per l’assenza di attenzione da parte delle Istituzioni.
I comitati Uniti, infatti, cercano un dialogo con le forze sindacali e la Buona Politica, per intrattenere e tessere discorsi al fine di smussare le storture della 107, che ha denigrato tutti i lavoratori della scuola, rendendoli precari di ruolo.

#comitatononsisvuotailsud
Nastrini Liberi Sicilia
Nastrini Rossi Sicilia
Tic Tac Mondo Scuola
Comitato 8000 esiliati di fase B
Comitato Spontaneo Docenti di Ragusa
Comitato Docenti Immobilizzati Siciliani Ante 2015

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