Mobilità docenti, qualcosa non ti quadra? Ecco come fare accesso agli atti. Modello da scaricare

di Laura Biarella

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Il docente può accedere ai documenti amministrativi la cui conoscenza è necessaria per curare o difendere i propri interessi giuridici, presentando una specifica istanza (denominata “di accesso agli atti”), quindi per visionare ed estrarre copia degli atti relativi alla domanda di mobilità dei colleghi, al fine di verificare la legittimità dell’assegnazione delle cattedre.

Il principio dell’accesso agli atti amministrativi. Il pilastro normativo è collocato all’art. 22 della L. n. 241 del 1990, (come novellato dalla L. 18 giugno 2009, n. 69), che conferisce al “diritto” di accesso, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, il valore di “principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza”.

Casi pratici. La giurisprudenza, in plurime occasioni, con riguardo all’ambito della mobilità, ha argomentato:

  • T.A.R. Lombardia Milano Sez. III, 11/11/2019, n. 2373. In riferimento alle domande di accesso agli atti riguardanti le procedure di mobilità dei docenti, ha ritenuto che la posizione del soggetto la cui domanda di mobilità non sia stata accolta, perché sopravanzato in graduatoria da altri concorrenti, sia differenziata e qualificata, e ciò in quanto solo attraverso l’ostensione della suindicata documentazione questo soggetto potrebbe comprendere le ragioni che non hanno consentito il suo utile posizionamento in graduatoria, con conseguente possibilità di valutazione circa gli appropriati strumenti di difesa.
  • T.A.R. Abruzzo Pescara, 14/06/2002, n. 533. Nell’ipotesi ove in una procedura di trasferimento per la copertura di un posto di docente in un Conservatorio sia stato riconosciuto ad un docente, disposto in posizione deteriore nella relativa graduatoria, il “diritto di precedenza” di cui all’art. 9 del CCNL sulla mobilità del personale delle accademie e dei conservatori, connesso alla necessità da parte di tale docente di assistere la figlia minore affetta da problemi di salute, al docente meglio graduato deve riconoscersi il diritto di accesso agli atti del procedimento, non potendo la P.A. negare l’accesso a tutti gli atti richiesti in ragione della circostanza che tali atti contengono dati sensibili e che l’interessato aveva negato il proprio consenso scritto all’accesso a quei documenti concernenti le condizioni di salute della propria figlia e ciò in quanto da un lato gli interessi nella sostanza coinvolti (cioè il diritto del ricorrente ad ottenere il trasferimento presso il Conservatorio in ragione della migliore collocazione nella graduatoria in questione ed il diritto del controinteressato ad ottenere tale trasferimento in ragione delle peculiari condizioni di salute della prole) sono di pari rango, e dall’altro in quanto il succitato dato sensibile relativo allo stato di salute della figlia di un aspirante al trasferimento è stato espressamente e volontariamente rappresentato da questi al fine di sovvertire la particolare graduatoria all’uopo redatta (nella specie si è consentito l’accesso agli atti richiesti, prevedendo che fosse, peraltro, da questi cassata l’indicazione della patologia della minore).

Modalità. Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dalla Legge n. 241. L’esame dei documenti è gratuito, mentre il rilascio di copia è subordinato al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura. La richiesta di accesso ai documenti deve essere motivata, e deve essere rivolta all’amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente.

Rifiuto, differimento e limitazione dell’accesso. Sono ammessi nei casi e nei limiti stabiliti dall’articolo 24 della L. n. 241 e devono essere motivati.

Tempistiche. Per la richiesta di accesso formulata per iscritto, il procedimento deve concludersi entro 30 giorni dalla ricezione dell’istanza. Il ritiro delle copie o la visione degli atti deve avvenire entro 30 giorni dalla comunicazione di accoglimento dell’istanza di accesso. Decorso detto termine, il procedimento viene archiviato e l’interessato deve eventualmente presentare una nuova istanza per poter ottenere l’accesso. La stessa legge n. 241 statuisce che, decorsi inutilmente 30 giorni dalla richiesta, questa si intende respinta. In caso di diniego dell’accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso, il richiedente può presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale (Tar).

Domanda di accesso non riscontrata. Nell’ipotesi in cui il richiedente, entro 30 giorni dalla formulazione dell’istanza, non ottenga la risposta sull’accesso da parte della P.A. titolare della procedura di mobilità, potrà adire al competente Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) al fine di far valere la sussistenza del proprio diritto all’accesso degli atti della procedura di mobilità. Il Tar Palermo (10 gennaio 2020, n. 61) ha riconosciuto la titolarità, in capo al docente, di un interesse diretto, concreto ed attuale, in ragione della sua partecipazione alla procedura di mobilità, con la conseguenza che, un eventuale silenzio, manifestato dalla P.A. in modo illegittimo, rispetto all’istanza di accesso formulata dal ricorrente, lo esporrebbe, oltre al pagamento delle spese sostenute dal docente per ricorrere al Tar, anche alla condanna a consentire l’accesso entro un termine che sarà il giudice stesso a stabilire.

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