Mobilità docenti interprovinciale e immissioni in ruolo 2020: le percentuali

di redazione

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La legge 107/2015 di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione ha apportato non poche innovazioni.

Uno degli istituti che è stato interessato totalmente o quasi, è rappresentato dalla mobilità del personale docente, sia quella territoriale che professionale.

Analizzando la norma, si trova al comma 66 dell’unico articolo 1 il dispositivo che stabilisce “a decorrere dall’anno 2016/2017 i ruoli del personale docente sono regionali, articolati in ambiti territoriali, suddivisi in sezioni separate per gradi di istruzione, classi di concorso e tipologie di posto”.

Dunque, il ruolo del personale docente non è più provinciale ma diventa regionale e, in più, è articolato per ambiti territoriali.

Tuttavia, con il comma 8 dell’art. 6 del CCNI per il triennio 2019/2020-2021/2022, è stato eliminato l’istituto dell’ambito territoriale (e con esso tutto quanto regolamentato in ordine all’affidamento dell’incarico triennale da parte del dirigente scolastico) ripristinando la possibilità di utilizzare la preferenza territoriale del distretto.

Difatti, detto comma 8 recita testualmente: “prima di eseguire la mobilità, i docenti con incarico triennale, ivi inclusi i docenti con incarico triennale in scadenza al 31 agosto 2019, acquisiscono la titolarità sulla scuola di incarico. I docenti titolari su ambito, privi di incarico su scuola, sono assegnati sulla provincia”.

Le procedure relative alla mobilità territoriale (trasferimenti) del personale scolastico, alla mobilità professionale (passaggi di cattedra e di ruolo) del personale docente ed educativo (passaggi di profilo nell’ambito della medesima area) del personale ATA, sono organizzate nel rispetto di molteplici norme.

La prima norma è rappresentata dal CCNL del 19 aprile 2018 laddove all’art. 7 e art. 22 ha fissato i principi generali sulla mobilità territoriale e professionale della scuola. Sulla base di dette disposizioni l’Ordinanza Ministeriale n. 182 del 23/03/2020 disciplina la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’anno scolastico 2020/21 e determina le modalità di applicazione delle disposizioni del contratto collettivo nazionale integrativo concernente la mobilità del personale della scuola.

Il calcolo dei posti disponibili è determinato dalle effettive vacanze risultanti per l’anno scolastico di riferimento al sistema informativo.

In base all’art. 8 del CCNI, rubricato come “Sedi disponibili per le operazioni di mobilità”, relativamente all’anno scolastico 2020/2021, “Le disponibilità per le operazioni di mobilità territoriale a domanda e d’ufficio e per quelle di mobilità professionale sono determinate, dalle effettive vacanze risultanti all’inizio dell’anno scolastico per il quale si effettuano i movimenti, determinatesi a seguito di variazioni di stato giuridico del personale (es.: dimissioni, collocamento a riposo, decadenza, etc.) e sui posti vacanti e disponibili dell’organico dell’autonomia comunicati a cura dell’ufficio territorialmente competente al sistema informativo nei termini che saranno fissati dalle apposite disposizioni ministeriali”.

Per le operazioni di mobilità si aggiungono: “a) le cattedre ed i posti, istituiti ex novo per l’organico dell’autonomia di ciascun anno scolastico e sprovvisti di personale titolare; b) le cattedre ed i posti già vacanti all’inizio dell’anno scolastico o che si dovessero rendere vacanti a qualsiasi altro titolo, la cui vacanza venga comunicata al sistema informativo entro i termini previsti per la comunicazione dei dati al sistema medesimo; c) le cattedre ed i posti non assegnati in via definitiva al personale con contratto a tempo indeterminato …” nonché “le cattedre ed i posti che si rendono vacanti per effetto dei movimenti in uscita, fatta salva la sistemazione del soprannumerario della provincia”.

Dalle predette disponibilità vanno detratti “i posti e le cattedre occupati dal personale rientrato nei ruoli di provenienza di cui all’art. 7 del CCNI”.

Mentre “non sono considerati disponibili le cattedre ed i posti la cui vacanza non sia stata trasmessa al sistema informativo entro il termine fissato dalle apposite disposizioni ministeriali”.

In base all’art. 6 del CCNI la procedura di mobilità è soggetta a tre fasi: una comunale (trasferimenti tra scuole dello stesso comune di titolarità), una seconda fase provinciale (trasferimenti tra scuole di comuni diversi della stessa provincia) ed una terza fase dedicata alla mobilità territoriale interprovinciale e mobilità professionale.

L’art. 8 del CCNI 2019/2022 prevede aliquote differenziate nel triennio di vigenza, al fine di portare gradualmente a regime l’equilibrio tra mobilità territoriale interprovinciale e mobilità professionale.

Al termine dei trasferimenti provinciali (I e II fase) e dopo avere riassorbito gli eventuali esuberi e rientri dal fuori-ruolo, il 50% dei posti andrà alle immissioni in ruolo, l’altro 50% alla III fase ovvero ai trasferimenti interprovinciali e ai passaggi di cattedra e di ruolo (provinciali e interprovinciali).

L’eventuale posto dispari è assegnato per il 2020/21 alle immissioni in ruolo.

Per il medesimo anno scolastico, i trasferimenti interprovinciali si effettueranno dopo quelli provinciali nel limite del 30% delle disponibilità e del 20% alla mobilità professionale.

“Qualora il calcolo delle predette aliquote – recita il comma 8 dell’art. 8 del CCNI – dia luogo ad un numero non intero, questo se pari a 0,5 si approssima all’unità superiore a favore della mobilità territoriale interprovinciale”.

È evidente che il limite del 30% previsto per i trasferimenti interprovinciali, essendo stato oggetto di contrattazione collettiva integrativa tra la parte pubblica e quella sindacale, non può essere modificata e/o integrata se non a seguito di regolare revisione da parte degli stessi soggetti firmatari del CCNI.

“I posti e le cattedre che si dovessero rendere disponibili – recita il comma 9 dell’art. 8 del CCNI – per effetto dei trasferimenti interprovinciali e dei passaggi di cattedra in uscita e dei passaggi di ruolo vanno ad incrementare le disponibilità per la mobilità in ingresso nel limite delle percentuali indicate al comma 6 dell’art.8 del CCNI. Nel caso in cui terminate le operazioni di mobilità territoriale interprovinciale l’aliquota dei posti destinati non venga esaurita i posti residui sono destinati alla mobilità professionale, fatta salva la salvaguardia del personale in esubero sulla provincia. Qualora all’esito delle operazioni relative alla mobilità professionale, nei limiti del contingente residuino ulteriori posti disponibili, gli stessi verranno destinati a mobilità territoriale interprovinciale, fermo restando il rispetto del contingente destinato alla mobilità territoriale e professionale”.

Inoltre, in base all’art. 17 dell’Ordinanza ministeriale del 23/03/2020, “Qualora all’esito delle operazioni relative alla mobilità professionale, nei limiti del contingente residuino ulteriori posti disponibili, gli stessi verranno destinati a mobilità territoriale interprovinciale, fermo restando il rispetto del contingente destinato alla mobilità territoriale e professionale”.

Dall’anno scolastico 2020/2021 per i posti di ruolo del personale docente ed educativo rimasti vacanti per esaurimento delle graduatorie, sia GAE che GM, è prevista la possibilità di essere conferiti ad aspiranti presenti in altre graduatorie provinciali/regionali.

Difatti, in base all’art. 1, commi 17, del Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 20 dicembre 2019, n. 159, è previsto che: “Al fine di ridurre il ricorso ai contratti a tempo determinato, a decorrere dall’anno scolastico 2020/2021, i posti del personale docente ed educativo rimasti vacanti e disponibili dopo le operazioni di immissione in ruolo disposte ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, e del presente articolo sono destinati alle immissioni in ruolo di cui ai commi da 17-bis a 17-septies”. Il successivo comma 17-bis stabilisce che “i soggetti inseriti nelle graduatorie utili per l’immissione nei ruoli del personale docente o educativo possono presentare istanza al fine dell’immissione in ruolo in territori diversi da quelli di pertinenza delle medesime graduatorie.

A tale fine, i predetti soggetti possono presentare istanza per i posti di una o più province di una medesima regione, per ciascuna graduatoria di provenienza. L’istanza è presentata esclusivamente mediante il sistema informativo del Ministero dell’Istruzione…”.

In questa fase il ruolo degli uffici scolastici regionali è di disporre “entro il 10 settembre di ciascun anno, le immissioni in ruolo dei soggetti di cui al comma 17-bis, nel limite dei posti di cui al comma 17 …rispettando la ripartizione tra le graduatorie concorsuali, cui viene comunque attribuito l’eventuale posto dispari, e le graduatorie di cui all’articolo 401 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (GAE).

Per quanto concerne le graduatorie concorsuali, è rispettato il seguente ordine di priorità discendente: a) graduatorie di concorsi pubblici, per titoli ed esami, nell’ordine temporale dei relativi bandi; b) graduatorie di concorsi riservati selettivi, per titoli ed esami, nell’ordine temporale dei relativi bandi; c) graduatorie di concorsi riservati non selettivi, nell’ordine temporale dei relativi bandi”.

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