Mobilità docenti, il Decreto Sostegni bis introduce un nuovo vincolo di tre anni anche per i docenti in ruolo da tanti anni

Stampa

Mobilità e vincolo triennale, novità in arrivo con il decreto sostegni-bis: blocco di tre anni sulla scuola ottenuta con trasferimento esteso a prescindere dalla preferenza espressa e ottenuta? Una norma che non mancherà di suscitare polemiche, anche se è difficile comprendere l’applicazione fino a quando non sarà concretamente realizzata: si pensi solo al docente che pur di rientrare nella provincia indica qualsiasi sede ma poi rimane vincolato per almeno tre anni seppure non sia la sede desiderata.

Vincolo triennale mobilità: normativa vigente

I docenti, che presentano domanda di mobilità volontaria e vengono soddisfatti su preferenza analitica, ossia su una delle scuole indicate, non possono presentare una nuova istanza (volontaria) di trasferimento e/o di passaggio di ruolo/cattedra, per i successivi tre anni, come leggiamo nell’articolo 22, comma 4-lettera a1), del CCNL 2016/18.

La citata disposizione è stata poi integrata da quanto previsto dalla contrattazione integrativa, ossia dal CCNI concernente la mobilità del personale docente, educativo e ATA 2019/22, il cui articolo 2 (comma 2) dispone che il docente trasferito (sia trasferimento che passaggio di ruolo/cattedra) in una delle istituzioni scolastiche richieste analiticamente (preferenza su scuola) ovvero nel comune di titolarità anche con preferenza sintetica (comune) non può presentare domanda di mobilità territoriale e professionale per il triennio successivo. Tale vincolo non si applica a:

  • docenti beneficiari delle precedenze di cui all’articolo 13 del citato CCNI 2019/22, nel caso in cui abbiano ottenuto la titolarità in una scuola fuori dal comune o distretto sub comunale dove si applica la precedenza;
  • docenti trasferiti d’ufficio o a domanda condizionata, anche se soddisfatti su una delle preferenze espresse.

Decreto sostegni bis

L’articolo 58, comma 2- lettera f), del decreto sostegni-bis, sempre al fine di garantire la continuità didattica agli alunni, interviene sul citato vincolo triennale, disponendo quanto segue:

[…] Al fine di tutelare l’interesse degli studenti alla continuità didattica, i docenti possono presentare istanza volontaria di mobilità non prima di tre anni dalla precedente, qualora in tale occasione abbiano ottenuto la titolarità in una qualunque sede della provincia chiesta.

Dal tenore letterale del sopra riportato testo è evidente che la misura diventi più stringente rispetto alle disposizioni vigenti, in quanto il vincolo si applica non soltanto se si è soddisfatti in una delle preferenze analitiche (scuola) espresse, ma anche se si ottiene il movimento in una qualunque sede della provincia chiesta. La locuzione “qualunque sede” non può riferirsi solo all’istituzione scolastica richiesta analiticamente ma a tutte le preferenze espresse, siano esse analitiche o sintetiche.

A sostegno di quanto detto sopra, ricordiamo che nel CCNI mobilità con il termine “sede” ci si riferisce in senso lato alla scuola/comune di titolarità ottenuti dal docente.

Evidenziamo che il decreto sostegni-bis deve ancora essere pubblicato in GU e, inoltre, nel corso dell’iter parlamentare per la conversione in legge, potrebbe essere soggetto a modifiche. Attendiamo, pertanto, la conclusione predetto iter e se la misura verrà mantenuta o meno.

Dall’assunzione dei precari ai concorsi semplificati: le misure per la scuola del decreto sostegni bis

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur