Mobilità docenti e Ata 2017, Anief: martedì 11 aprile si chiude sul contratto, senza accordo scuola paralizzata

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È tutto pronto per la sottoscrizione del contratto sulla mobilità del personale docente, Ata ed educativo riguardante il prossimo anno scolastico, che in quello in corso ha coinvolto quasi 210mila dipendenti.

L’amministrazione centrale ha convocato a Viale Trastevere i sindacati rappresentativi per il pomeriggio di martedì 11 aprile: come indica oggi la stampa specialistica, l’incontro della prossima settimana “dovrebbe essere risolutivo, cioè portare alla firma del contratto, anche se rimane ancora aperto il capitolo relativo alla chiamata diretta, cioè all’assegnazione dei docenti alla scuola dopo aver ottenuto il trasferimento o l’immissione in ruolo su ambito territoriale”.

“È infatti pronta l’ordinanza – scrive Orizzonte Scuola – : pronti i moduli, pronta la piattaforma su Istanze on line con il recepimento delle novità introdotte, si attende l’arrivo del contratto dal MEF. Ma per chiudere in via definitiva la trattativa bisognerà stabilire quale dovrà essere il ruolo del Collegio docenti nella chiamata diretta. Per il Miur infatti deve essere consultivo, per i secondi deliberante. Se i sindacati dovessero decidere che i due contratti sono legati tra di loro (politicamente parlando) potrebbero decidere anche di non firmare. In questo caso il Ministero dovrebbe emanare un atto unilaterale, magari riprendendo i contenuti stessi dell’accordo raggiunto con i sindacati”.

Secondo l’Anief, l’eventualità dell’atto unilaterale, un contratto sottoscritto solo dall’amministrazione centrale, rappresenterebbe un vero fallimento dell’azione dei sindacati maggiori e rappresentativi del comparto scuola: dopo aver prodotto a fine 2016 l’accordo sulla mobilità, realizzato una bozza di regole condivise il 31 gennaio scorso, e sbandierato ai quattro venti che il tutto si sarebbe risolto in tempi strettissimi, significherebbe aver perso quattro mesi dietro al nulla. Pertanto, è un’eventualità che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione.

“Perché trasferimenti, passaggi, utilizzazione e assegnazioni provvisorie hanno bisogno di regole chiare, certe, condivise e da approvare subito. Ne va di mezzo il futuro di centinaia di migliaia di docenti e Ata, oltre che il regolare svolgimento del nuovo anno scolastico”, spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. “Giunti a questo punto – continua – serve un senso di responsabilità reciproco: qualora le cose si prolunghino ulteriormente, a settembre ci ritroveremo a iniziare l’anno senza tantissimi insegnanti e con miriadi di cattedre vuote. Con i dirigenti scolastici che ricorreranno ancora una volta alle supplenze fino all’avente diritto, in attese delle assegnazioni definitive sui posti. Che nell’anno in corso si sono concluse solo a ridosso di Natale, in alcuni casi addirittura a inizio 2017”.

“Per non parlare dei trasferimenti realizzati sulla base di formule matematiche di un algoritmo impazzito. Si tratta di uno scenario già visto e che non deve assolutamente ripetersi. Quindi, rinnoviamo l’invito al Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che nei giorni scorsi ha dichiarato di voler concludere tutte le operazioni di copertura dei posti liberi entro la fine di luglio, al massimo i primi 15 giorni di agosto: per raggiungere tale obiettivo, vitale per il bene della nostra scuola, dei suoi allievi e di chi vi opera, serve il prima possibile la firma del contratto. Perché tutti i trasferiti, anche tramite utilizzazione o assegnazione provvisoria, nonché tutti supplenti, in questo modo, possano avere la loro cattedra dal prossimo 1° settembre”.

Anief ribadisce anche l’importanza di apporre delle modifiche all’ipotesi contrattuale 2017 sulla mobilità. A iniziare dal servizio pre-ruolo, che continua a essere valutato parzialmente: non vengono considerate per intero le supplenze svolte (che possono durare decenni). Tale esclusione vale sia per le graduatorie interne d’istituto, sia nella mobilità d’ufficio che scatta in tutti quei casi in cui l’insegnante perde la titolarità del posto. Anche alla luce delle tante sentenze emesse negli ultimi mesi, Anief consiglia al personale interessato di apporre per intero il periodo di pre-ruolo.

Inoltre, si intende danneggiare il personale docente con la mancata equiparazione del servizio svolto nelle scuole paritarie, nonché per i periodi di supplenze sul sostegno che andranno considerati per coloro che chiederanno il passaggio su posto comune, visto che il servizio prestato su posto di sostegno con contratti a termine non sarà ritenuto utile ai fini del raggiungimento del vincolo quinquennale per passare da posto di sostegno sulla disciplina. Nel contratto in via di sottoscrizione, infine, va previsto il punteggio massimo per i titoli abilitanti o specializzati conseguiti attraverso Ssis, Tfa, Pas, Scienze della formazione primaria e corsi similari.

Il giovane sindacato, ricorda che sulla mobilità ha attivato una serie di ricorsi, relativi alle discrepanze rispetto ai diritti dei lavoratori della scuola purtroppo confermate con il CCNI sulla mobilità 2017/18: per informazioni e adesioni cliccare qui.

Anief invita a partecipare ai seminari gratuiti organizzati in tutte le province d’Italia a supporto di tutto il personale della scuola sul tema ‘La scuola dell’autonomia tra posti in organico di diritto e la Legge 107/2015’ con il seguente focus: l’organico dell’autonomia tra posti comuni su sostegno e di potenziamento, gli ambiti territoriali e la rete di scuole, il nuovo contratto sulla mobilità. Durante gli incontri formativi saranno illustrate le novità introdotte dall’ipotesi CCNI mobilità 2017/18. Inoltre, non appena verrà pubblicata l’O.M., presso le sedi di tutta Italia Anief aprirà gli sportelli straordinari di consulenza, a supporto della compilazione della domanda di mobilità: ogni dipendente potrà cercare la sede più vicina.

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