Mobilità docenti di sostegno, perché il Miur non gli fa valere il servizio pre-ruolo? Anief ricorre al giudice del lavoro

di redazione
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Anief – Un docente abilitato all’insegnamento è un insegnante. Punto. Svolge le stesse mansioni e ha i medesimi doveri, sia se si tratta di un docente di ruolo sia se ancora precario.

 Lo hanno detto in svariate occasioni, senza ombra di dubbio, i tribunali di mezza Italia. E anche la Corte di Cassazione che in questo senso si è espressa a sezioni unite con la sentenza n. 22552/16, risolvendo l’annoso problema della mancata parità di trattamento tra personale di ruolo e precario, accordando le richieste di non discriminazione patrocinate dal sindacato.

Lo stesso principio vale per la validità dei servizi svolti che vanno per forza di cose considerati tutti per intero. E ciò vale, ovviamente, anche per i docenti di sostegno. I quali, lo ricordiamo, sono insegnanti abilitati con diritti analoghi ai colleghi su disciplina. Detto questo, rimane un mistero il perché al Miur si continui a considerare il loro servizio pre-ruolo non utile per il raggiungimento del quinquennio di servizio e a chiedere, in questo modo, il ritorno sulla loro disciplina d’insegnamento.

Secondo il giovane sindacato, risulta quindi illegittima la norma contrattuale laddove non riconosce il servizio pre-ruolo come utile per la valutazione del servizio obbligatorio da svolgere nei trasferimenti. A questo proposito, nel periodo di consegna delle domande di trasferimento, che rimarrà aperto fino al prossimo 26 aprile, Anief ricorda di dichiararlo nella domanda, per poter ricorrere al giudice del lavoro e ottenere una delle tante sentenze già scritte. Il sindacato s’impegna a mettere la questione sul tavolo del prossimo contratto, una volta accertata la rappresentatività alle prossime elezioni Rsu. Per ricorrere contro il vincolo quinquennale su sostegno, è necessario presentare domanda di trasferimento, chiedendo il passaggio da sostegno a posto comune/curricolare. Inoltre, è indispensabile inserire o aggiornare la sede di servizio attuale nello “Storico scuole”, all’interno dell’Area riservata del Portale

“Le stesse enormi energie che negli ultimi anni Anief ha speso nelle aule dei tribunali – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – verranno in questo modo convogliate sui tavoli contrattuali con l’amministrazione: un’azione che dovrebbero svolgere tutti i sindacati, ma che in Italia non siamo invece abituati a vivere. Sempre al fine di ottenere il punteggio spettante in fase di richiesta di mobilità ed in particolare di trasferimento annuale, il sindacato si batterà al massimo per revisionare la tabella di valutazione dei titoli, a valutare il servizio nella paritaria, tutto quello pre-ruolo nelle graduatorie interne d’istituto e a garantire i trasferimenti attraverso l’adeguamento degli organici di fatto agli organici di diritto”.

Nel frattempo, proprio in questi giorni è indispensabile rivolgersi in tribunale per non soccombere dinanzi alle norme ingiuste incluse nel contratto vigente sulla mobilità del personale scolastico. Le impugnazioni sono finalizzare, oltre che a far riconoscere il servizio pre-ruolo su sostegno nel blocco quinquennale previsto per chi viene assunto o trasferito, anche per l’assegnazione del corretto punteggio nelle graduatorie interne d’istituto, per la formulazione delle quali si continua a non considerare per intero il servizio pre-ruolo e contro la mancata considerazione del servizio prestato nella scuola paritaria. Le valutazioni non corrette, in questi, possono avere delle conseguenze negative dirette sull’individuazione dei soprannumerari.

Anief consiglia inoltre di rivolgersi al giudice del lavoro per impugnare la tabella valutazione dei titoli previsti dalla mobilità 2017/18, anche per quella della mobilità d’ufficio (pure specifica per il servizio specifico svolto nelle scuole paritarie, centri di formazione professionale o comunali anche situati nelle piccole isole). C’è poi un ricorso ad hoc contro l’assurda decisione del Miur di far impedire la scelta della seda di attuale incarico triennale e anche la non accettazione di un mancato trasferimento (su ambito territoriale o sede scolastica richiesta) derivante da un errore dell’algoritmo impazzito creato dagli informatici che operano per il Ministero dell’Istruzione.

Per ulteriori informazione, la giovane organizzazione sindacale consiglia agli interessati di consultare lo sportello Anief più vicino e di partecipare ai prossimi seminari Anief previsti nel territorio.

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