Mobilità. Docenti di sostegno fase B dal 2018/19 insegneranno nelle proprie province disciplina richiesta nella domanda di partecipazione a piano assunzioni

di redazione
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Le operazioni di assunzione e conseguente mobilità straordinaria degli anni 2015/16 e 2016/17 continuano a far discutere. Per molti versi inascoltati dalla politica, i docenti si sono rivolti ai Tribunali, come i sedici docenti che hanno ottenuto non solo di rientrare nell’ambito territoriale indicato nella domanda ma anche per la disciplina indicata nella domanda con la quale hanno aderito al piano straordinario di immissioni in ruolo.

Con provvedimento prot. n. 5385 del 7.4.2018 il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Bari e il MIUR hanno finalmente dato esecuzione alle Ordinanze del Consiglio di Stato n. 3302/2017 del 4.8.2017 e n. 5859/2017 del 13.12.2017, con le quali, rispettivamente, era stato ordinato all’amministrazione di rivalutare“con precisione e rigore, al di là di automatismi informatici d’altro tenore, di offrire agli appellanti sedi disponibili in loco più coerenti con il loro profilo lavorativo e le loro richieste, secondo l’ordine di graduatoria poziore ad essi spettante”, nonché di “definire le posizioni di ciascun ricorrente e, se del caso, di trasferirli nelle sedi disponibili richieste, secondo quanto deciso dall’ordinanza n. 3302/2017”, con nomina del Commissario ad acta.

Per effetto dei provvedimenti in questione, ben 16 docenti della provincia di Bari, patrocinati dall’Avv. Michele Ursini dell’Anief, assunti in ruolo con la legge 107/2015, tutti nella fase “B” posto sostegno scuola media, in ambiti lontani rispetto a quello di residenza e su posti mai richiesti, a partire dall’anno scolastico 2018/2019 potranno prestare servizio nella scuola superiore di secondo grado, nell’ambito e nella disciplina indicata con la domanda di partecipazione al piano straordinario di assunzioni.

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