Mobilità docenti, alcuni trasferimenti e passaggi sono sbagliati. Rettifiche degli Uffici Scolastici

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Gli esiti della mobilità sono stati pubblicati il 29 giugno, ma non è ancora tutto finito in quanto non tutti i movimenti disposti sono corretti.

Alcuni Uffici scolastici territoriali stanno pubblicando le rettifiche ad alcuni movimenti disposti e, se si ripeterà quanto si verifica regolarmente ogni anno, queste modifiche saranno attuate con diversa tempistica, causando il prolungamento dell’ansia e della preoccupazione dei docenti che hanno fatto ricorso, chiedendo rettifica, ritenendo di aver subito un torto nel’elaborazione dei movimenti.

Quali motivazioni per le rettifiche

I motivi che determinano la necessità di modifiche ai movimenti disposti, al fine di garantire ai docenti penalizzati il diritto ad una corretta valutazione della loro domanda e all’assegnazione del posto spettante, possono essere diversi.

Tra i più frequenti si possono segnalare i seguenti:

1- trasferimento o passaggio su posti di sostegno per docente non in possesso del titolo di specializzazione necessario per l’insegnamento in questa tipologia di posto
2- trasferimento o passaggio da posto di sostegno a posto comune per docente nel vincolo quinquennale sul sostegno
3- trasferimento o passaggio per docente nel vincolo triennale nella scuola di titolarità
4- valutazione errata del punteggio
5- mancata valutazione di una precedenza (tra quelle indicate nell’art.13 del CCNI), che avrebbe determinato priorità nel movimento
6- mancato inserimento nel sistema del nominativo del docente che, pur avendo presentato regolarmente domanda di mobilità, non è stato preso in considerazione nella fase di elaborazione dei movimenti
7- valutazione errata delle disponibilità di cattedre o di posti vacanti nell’organico delle istituzioni scolastiche autonome

Si tratta, quindi, di errori che possono essere dipesi dal docente che ha sbagliato nella compilazione della domanda o che non sono dipesi dal docente, ma che hanno comunque causato un danno per gli interessati che a causa di tali errori non hanno ottenuto il movimento richiesto o lo hanno ottenuto in una sede sbagliata

Effetti delle rettifiche ai movimenti

Le rettifiche in fase di pubblicazione hanno come obiettivo la correzione degli errori commessi, correzione che comporterà necessariamente una o più modifiche nei movimenti disposti.

Un singolo errore, in seguito a rettifica, purtroppo determina il coinvolgimento a catena dei docenti che hanno partecipato allo specifico movimento, in quanto la modifica di una sede assegnata ad un docente o l’annullamento di un movimento erroneamente disposto nei confronti di un docente che non ne aveva diritto, determinerà la modifica di altri movimenti, che risultano fra loro concatenati, coinvolgendo non solo il docente che ha chiesto rettifica, ma anche gli altri che hanno partecipato al medesimo movimento.

In seguito alle operazioni di rettifica ci saranno, quindi, docenti maggiormente soddisfatti perché migliora la sede assegnata o ottengono il movimento precedentemente negato, e docenti che subiranno una profonda delusione per peggioramento della sede assegnata o annullamento del movimento precedentemente disposto a loro favore.

I numeri dello scorso anno

Le pubblicazioni di rettifiche ed eventuali revoche sono già avvenute sui siti degli Uffici Scolastici la scorsa settimana. Fortunatamente non ci troviamo nella situazione dello scorso anno, e ci auguriamo che già questa settimana tutti i problemi possano esser risolti.

Lo scorso anno i numeri furono questi, ma vi era stato un problema tecnico ben preciso, cioè il mancato accantonamento dei posti per i docenti FIT.

Trasferimenti revocati: 352  (8 per posti di scuola dell’infanzia, 14 di primaria, 187 di secondaria di I grado e 143 di secondaria di II grado)

Rettifica movimento: 573  (La rettifica ha riguardato più che altro i docenti che avevano ottenuto passaggio di cattedra/ruolo e che, con la modifica, hanno ottenuto invece il trasferimento nella propria classe di concorso).

Quest’anno fortunatamente non dovremmo arrivare a questo ordine di grandezza.

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