Mobilità docenti 2022: trasferimento da sostegno a materia come passaggio di ruolo. IPOTESI per ridurre movimenti

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Mobilità docenti per l’anno scolastico 2022/23: oggi un altro incontro tra sindacati e Ministero per la stesura del testo del CCNI che dovrebbe regolamentare i trasferimenti e i passaggi di cattedra e/o ruolo per il prossimo triennio. Grande attenzione per i vincoli legati alla provincia di immissione in ruolo ma novità si prospettano anche per i trasferimenti da posto di sostegno a posto comune.

Fino al 2021 passaggio da sostegno a posto comune nella II fase dei movimenti

Fino al 2021 il docente che ha richiesto il trasferimento da “sostegno a materia” nella stessa provincia, cioè da posto di sostegno – dopo aver superato il vincolo quinquennale – è rientrato nella II fase della mobilità, quella dei TRASFERIMENTI PROVINCIALI, seguendo le regole valide per il trasferimento su stessa tipologia di posto. Quindi finora si è trattato di  un trasferimento.

Le domande sono state trattate dopo aver analizzato tutte le istanze presentate dai docenti che chiedono il trasferimento provinciale nella stessa tipologia di posto, sia da sostegno a sostegno che da posto comune a posto comune, ma non ci sono stati limiti di posto, in quanto un posto si occupa e un posto si libera a livello provinciale.

Ipotesi testo 2022/23: considerare passaggio da sostegno a materia nei passaggi di ruolo/ cattedra

L’ipotesi al vaglio del Ministero e oggi presentata ai sindacati è quella di “spostare” la richiesta di movimento da posto di sostegno a materia nella III fase dei movimenti, quella dei trasferimenti interprovinciali e dei passaggi di ruolo e/o di cattedra, seguendo le relative regole e ALIQUOTE.

Conseguenze

L’intenzione sarebbe quella di trattare il posto di sostegno come una normale classe di concorso e dunque farla rientrare nella mobilità apposita, sottoponendola al vincolo delle aliquote. Potranno cioè essere concessi tutti i passaggi fino a saturazione dei posti, non oltre.

Il sindacato UIL, presente alla riunione, ha messo in evidenza le conseguenze di tale scelta:

L’intenzione del Ministero è ovviamente quella di ridurre il più possibile tali movimenti perché è ovvio che le aliquote destinate alla mobilità professionale (terza fase dei movimenti) hanno notoriamente meno posti disponibili rispetto a quella dei trasferimenti. In poche parole, il Ministero, unilateralmente, avrebbe deciso che il posto di sostegno è una classe di concorso”

Il Ministero ha anche anticipato l’intenzione di far iniziare la mobilità per la fine di gennaio.

La redazione di Orizzonte Scuola seguirà come sempre da vicino la presentazione delle domande, per le quali è già possibile inviare i quesiti a [email protected]

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