Mobilità docenti 2017, preferenze provinciali e interprovinciali: scuole, ambiti e province per un totale di 15 per ogni ordine e grado di istruzione. Come funzionerà

di Giovanna Onnis
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Sono tante le novità che si prospettano per la mobilità 2017/18 e una di queste riguarda le preferenze territoriali esprimibili nella domanda.

Quanto stabilito nell’intesa firmata il 29 dicembre è stato confermato nell’ incontro sulla contrattazione del 10 gennaio. I docenti potranno indicare fino a un massimo di 15 preferenze delle quali fino a 5 scuole di un ambito o di ambiti diversi e fino a 10 ambiti o province.

Il numero massimo di preferenze non determina, chiaramente, un obbligo quantitativo per il docente che potrà, invece, volendo, esprimere nella domanda anche solo una preferenza territoriale, una sola scuola, un solo ambito o una sola provincia.

Una delle novità per il prossimo anno è relativa al numero massimo possibile di preferenze esprimibili nei diversi ordini e gradi di istruzione, per i quali non ci saranno più distinzioni. Se fino all’anno scorso, per il corrente anno scolastico, infatti, è stato possibile esprimere un massimo di 20 preferenze per scuola dell’Infanzia e Primaria ed un massimo di 15 per scuola Secondaria I e II grado, per il prossimo anno il numero di preferenze esprimibili sarà uguale per tutti e cioè 15 in totale.

Le preferenze potranno essere su scuole e su ambiti della provincia di titolarità o anche di altre province. La domanda sarà, quindi, unica sia provinciale che interprovinciale e le preferenze nell’unico modulo di domanda potranno essere 15 in totale comprensive delle sedi sia provinciali che interprovinciali.

Non sarà, quindi, come erroneamente una parte di docenti aveva ritenuto, cioè domande separate con 15 preferenze per mobilità provinciale e ulteriori 15 preferenze per mobilità interprovinciale.

La possibilità di esprimere ulteriori 15 preferenze sarà possibile solo con la domanda di mobilità professionale. Il docente che intende presentare anche domanda di passaggio di ruolo e/o passaggio di cattedra dovrà, quindi, compilare un altro modulo per ogni tipologia di passaggio, distinto rispetto a quello utilizzato per il trasferimento, dove potrà esprimere ulteriori 15 preferenze che potranno essere chiaramente diverse se il docente chiede sia passaggio di cattedra che passaggio di ruolo.

In sede di contrattazione dovrà essere ancora chiarito con quale ordine e priorità verranno valutate le preferenze espresse nella domanda di trasferimento.

Sarà prioritario l’ordine con il quale sono state inserite o si terrà conto, come gli anni scorsi, della prevalenza della mobilità interprovinciale rispetto a quella provinciale a prescindere dall’ordine delle preferenze?

In quest’ultimo caso il sistema privilegerà gli ambiti o le scuole delle altre province richieste dal docente anche se espresse successivamente alle preferenze nella provincia di titolarità.

In questo modo, quindi, le regole valide gli anni scorsi dovrebbero essere confermate anche per il prossimo anno e cioè che, pur essendo in un’unica fase, i movimenti provinciali verranno disposti prima di quelli interprovinciali, ma se si ottiene anche quello interprovinciale questo avrà prevalenza e annullerà il movimento provinciale già disposto.

Come già sottolineato il docente potrà esprimere preferenze su scuole (massimo 5)e su ambiti (massimo 10) sia nella provincia di titolarità che in altre province e potrà esprimere anche preferenze su intere province mediante codice specifico.

Per quanto concerne la titolarità, se in sede di contrattazione non si stravolgeranno le regole che sono state seguite fino al corrente anno scolastico, il docente che otterrà trasferimento in una delle scuole richieste avrà titolarità su questa indipendentemente dal fatto che la sua titolarità, al momento di presentazione della domanda, sia su scuola o su ambito. Il docente che, invece, otterrà trasferimento in uno degli ambiti richiesti, anche attraverso espressione del codice sintetico della provincia, otterrà la titolarità in questo ambito e sarà sottoposto alla chiamata diretta.

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