Mobilità del personale scolastico, polemiche pretestuose: grazie al nuovo contratto arrivano le tutele per i casi di genitorialità, disabilità e assistenza

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Su trasferimenti, utilizzazioni e assegnazione del personale scolastico è l’ora di fare chiarezza: i risultati ottenuti con il contratto a favore di categorie protette, ma finora non tutelate, sono inequivocabili, eppure c’è qualcuno che li ritiene insoddisfacenti.

Il sindacato Anief fa quindi il punto della situazione su mobilità, vincoli, leggi e contratto, rispondendo in questo modo alle pretestuose polemiche successive alla sottoscrizione dell’ipotesi del Contratto collettivo nazionale di lavoro dello scorso 14 luglio.

LA STORIA

A seguito della sottoscrizione dell’ipotesi di CCNL 2019/2021, da parte di Anief insieme alle altre sigle – ad oggi non firmato dalla sola UIL SCUOLA RUA che però fra qualche mese potrebbe di contro firmare l’accordo definitivo prima dell’entrata in vigore – giova ricordare la storia normativa della mobilità del personale docente:

– La materia è stata disciplinata dal Testo Unico del 1994 (d.lgs. 297/94) che prevede trasferimenti triennali interprovinciali e provinciali e passaggi di ruolo su quote di posti riservate dalla contrattazione integrativa e assegnazioni provvisorie (AP) annuali.

– Nel 2011 a seguito del CCNI firmato da CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS e GILDA per annullare gli effetti economici sulle immissioni in ruolo autorizzate dal ministro Mariastella Gelmini (seguite ai primi 10 mila ricorsi su abuso contratti depositati da legali Anief e al trasferimento a pettine deciso dalla Corte costituzionale su iniziativa sempre del giovane sindacato), il Parlamento approva la Legge 106/11 introducendo il vincolo quinquennale per tutta la mobilità e anche AP, recepito nel CCNI da tutti i sindacati (vista la prevalenza della legge sul contratto).

– Con la legge 128/2013, sempre Anief convince il Parlamento a ridurre a tre anni il blocco (che continua a portarsi dietro anche AP prima annuale) cui si adeguano i sindacati FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS, GILDA in contrattazione, dove cominciano a ridurre l’originaria riserva del 50% dei posti sui trasferimenti a percentuali sempre più inferiori negli anni successivi.

– Nel 2015, la Legge 107/2015 conferma il blocco triennale mentre permane quello quinquennale per contratto per i soli docenti di sostegno rimandando a un decreto legislativo (d.lgs. 59/17) che sarà modificato fino ad oggi più volte.

– Tra il 2018 e il 2019, la Legge 145/2018 e la Legge 159/2019 introducono nuovamente il vincolo quinquennale con l’accordo tra FLC CGIL, SNALS, CISL SCUOLA, UIL, GILDA con il Ministro Marco Bussetti su reclutamento e trasferimenti del 2019 e con il ministro Lorenzo Fioramonti del 2020, poi recepito in contrattazione integrativa.

– Anief continua da sola la sua battaglia contro i vincoli ricorrendo pure in tribunale e con La legge 106/2021 convince il legislatore a ritornare alla previsione originaria del vincolo triennale (sempre con l’inclusione purtroppo dell’AP) ma con distinzioni a seconda delle procedure di assunzione (se contratto a tempo determinato da trasformare a tempo indeterminato l’anno successivo visto le nuove procedure straordinarie di reclutamento). I sindacati si adeguano FLC CGIL, SNALS, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, GILDA sottoscrivendo un contratto integrativo che prevede sempre la riduzione progressive delle quote sui trasferimenti (fino a 25%), mentre UDIR ottiene per i presidi il passaggio al 70% delle quote di riserva ma con nullaosta USR.

– In tempi recenti, la Legge 79/2022 ha introdotto, a decorrere dalle immissioni in ruolo 2022/2023, un nuovo vincolo triennale di permanenza nella medesima istituzione scolastica dopo le richieste della Commissione europea sul PNRR e la continuità didattica, recepita da un contratto integrativo siglato dalla sola CISL, ma Anief ottiene nella Legge 74/2023 che detto che il vincolo alla mobilità si applicherà a tutte le immissioni in ruolo a qualunque titolo effettuate a partire dal 2023/2024, rinviando di fatto di un anno la sua applicazione.

– A questo punto, Anief per la prima volta firma una intesa (non un contratto perché è vigente quello del 2021 triennale firmato da tutti gli altri) insieme a tutti gli altri sindacati che prevede per quest’anno la deroga ai vincoli anche per i neoassunti a tempo determinato e infine l’ipotesi di CCNL in cui si prevede (stante la normativa) comunque di derogare in sede di prossima contrattazione integrativa per i casi di genitorialità, disabilità e assistenza, a dispetto delle polemiche, mentre UDIR ottiene per legge lo spostamento al 100% dei posti sulla mobilità dei presidi nel prossimo biennio e senza nullaosta.

CONCLUSIONI

“Ora – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, poiché quello appena descritto risponde ai fatti, la storia insegna che se esistono due soli sindacati che hanno lottato contro i vincoli ottenendo qualcosa da sempre con coerenza, queste due organizzazioni si chiamano ANIEF e UDIR. Le pretestuose polemiche di questi giorni, successive alla firma del Ccnl 2019/2021, dovrebbero essere ora chiarite a meno che si continui a portare avanti posizioni ideologiche o in malafede. Noi, continueremo nei tavoli contrattuali e per legge a chiedere modifiche per tutelare il diritto alla famiglia parimenti al diritto al lavoro e garantire la parità di trattamento anche per i neoassunti negli anni prossimi. Chiediamo soltanto fiducia, onestà, fede e impegno sindacale di tutte e di tutti”, conclude Pacifico.

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