Mobilità, dalla non proroga alla proroghetta

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Il Miur si distingue per far finta di non voler capire. Il termine del 25 maggio per comunicare i posti vacanti al Sidi per procedere ai trasferimenti era stato prorogato di due giorni, al 27 maggio, cioè di tre giorni di cui uno prefestivo ed uno festivo, giorni in cui gli uffici sono notoriamente chiusi.

Ora invece la proroga é stata di altri due giorni. Dal 27 al 29.
Più volte abbiamo detto che la trasmissione dei pensionamenti è elemento indispensabile per quantificare i posti che si rendono vacanti sull’organico di diritto per i trasferimenti ed in particolare per quelli interprovinciali, i passaggi di cattedra e di ruolo ma soprattutto i nuovi contratti a tempo indeterminato che saranno stipulati nel prossimo mese di agosto.
Quest’anno è un anno molto particolare in quanto le domande di pensionamento sono state presentate in tempi diversi entro 12 dicembre ( per i docenti con i requisiti della Legge Fornero) e sucvessivamente entro il 28 febbraio per la pensione anticipata cosiddetta Quota 100.
Ora il problema é proprio la gestione delle domande di Quota 100 che richiederebbe una proroga adeguata, evidentemente non quella ridicola che ora propone il Miur, per comunicare al Sidi tutti i posti, e non sono pochi, che si libereranno per le cessazioni dei colleghi per pensione anticipata.
Nell’invitare ancora una volta le OO.SS. a chiedere una proroga almeno fino al 10 giugno del termine di comunicazione al SIDI di istanze di mobilità, organici e cessazioni, che non comprometterebbe affatto le operazioni preordinate all’avvio del prossimo anno scolastico, voglio avvertire i colleghi che per la mancata proroga molti di loro a fine giugno potrebbero non avere il trasferimento interprovinciale o l’immissione in ruolo, favorendo per quanto riguarda i precari quel fenomeno chiamato “supplentite” di cui tutti parlano ma nessuno poi vuole concretamente risolvere, qui basta veramente molto poco, solo un po’ buon senso.

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