Mobilità, Cgil e Uil diffidano il Ministero. Sinopoli: “Ecco i motivi della nostra azione”. Turi: “Il contratto va cambiato”. Gissi: “Incomprensibile”

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Alta tensione tra il Ministero e i sindacati sul tema della mobilità per il personale scolastico. Mentre è questione di ore per la pubblicazione dell’ordinanza che darà il via alle operazioni (si partirà a meno di sorprese dal 28 febbraio), Flc Cgil e Uil hanno diffidato il Ministero dell’Istruzione per condotta antisindacale.

Le due organizzazioni sindacali chiedono un incontro entro 15 giorni dalla ricezione della diffida per avviare le trattative sulla riapertura del CCNI della mobilità.

A Orizzonte Scuola interviene il segretario della Uil Scuola, Pino Turi: “Sì, è vero. Un contratto siglato da una sola sigla sindacale è un “non contratto”. Si tratta di un contratto peggiorativo nel merito, nella forma mancano i presupposti di legittimità. Abbiamo evitato in tutti i modi la diffida, ma purtroppo c’è stato un silenzio assordante da parte del Ministero, abbiamo cercato un chiarimento, ma invece nulla di fatto. Ora si vorrebbero far partire le operazioni di mobilità con un contratto che noi riteniamo non legittimo”.

E ancora: “Noi vogliamo che il contratto sia cambiato, l’Amministrazione non può trincerarsi sul fatto dei tempi, facciamo fare domanda a tutti e poi si vede, si continua a trattare. Noi non vogliamo bloccare la mobilità, vogliamo farla fare a tutti, senza vincoli”.

Anche il segretario della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, a Orizzonte Scuola, spiega: “Ben 4 sigle sindacali su 5 non sottoscrivono il CCNI, sollevando problemi a partire dalle questioni di metodo e questo non è un problema per il ministero? Noi avremmo voluto entrare nel merito della trattativa, non ci è stato permesso di farlo, per questo la diffida. Non accettiamo lezioni su quando il conflitto si agisce e quando no: riteniamo che ci fossero gli spazi per attenuare i vicoli per i neo immessi in ruolo, invece per loro sono stati solo rinviati di un anno e sono stati estesi a tutti i lavoratori. Per il personale della scuola non è mai il momento, c’è sempre una “pandemia”: non si rinnova il contratto, non ci sono le risorse, non si diminuisce il numero degli alunni per classe, si introducono i vincoli, l’inflazione riparte…noi agiamo il conflitto. Oggi ci è stata presentata l’ordinanza che ha evidenziato tutti i problemi interpretativi che ricadranno sui lavoratori a causa di questo contratto. Noi non ci stiamo”.

Sempre a Orizzonte Scuola, invece, interviene il segretario della Cisl Scuola, Maddalena Gissi: “Non ho compreso all’epoca il perché di una mobilitazione in piena pandemia. Non ho nemmeno compreso perché le altre parti non abbiano fatto nulla per la stesura di un possibile proposta  di contratto integrativo. In questo momento il contratto ha il suo valore, l’Ordinanza è stata presentata oggi ai sindacati. A che serve alimentare il conflitto in questo periodo? In questo modo ci saranno problemi per una trattativa per le assegnazioni provvisorie. La resistenza dell’Amministrazione sarà molto più elevata”

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