Rientro docenti causa algoritmo mobilità, Bussetti: ci vorranno ancora tre anni

di redazione
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Sono già trascorsi tre anni da quel 2015/16 quando il piano straordinario Renzi, attraverso la Buona Scuola, ha imposto una scelta importante ai docenti precari. 

E tre anni da quella mobilità a carattere nazionale decisa da un algoritmo che una perizia tecnica conclusa nel 2017 ha definito “Confuso, lacunoso, ampolloso, ridondante, elaborato in due linguaggi di programmazione differenti, di cui uno risalente alla preistoria dell’informatica, costruito su dati di input gestiti in maniera sbagliata.”

Anni difficili in cui sono stati portati avanti ricorsi senza mai un riconoscimento ufficiale degli errori.

L’algoritmo “pazzo” viene rievocato ancora in questi giorni, a commento delle decisioni assunte da sindacati e Miur nel contratto 2019/22 sulla mobilità

  • 2019-20: 40 % ai trasferimenti interprovinciali e 10% ai passaggi;
  • 2020-21: 30% ai trasferimenti interprovinciali e 20% ai passaggi;
  • 2021/22: 25% ai trasferimenti interprovinciali e 25% ai passaggi.

Percentuali che non convincono i docenti ancora fuori regione, per i quali il M5S chiede un piano di rientro. Mobilità 2019, rientro docenti al Sud. A chiederlo il M5S

La risposta, in forma implicita, è contenuta nelle frasi pronunciate dal Ministro Bussetti nel corso di una intervista  a Panorama.

Sa quanto ho impiegato a capire che non funzionava? …. Dieci secondi.

Ma non è ancora finita… ci vorranno tre anni

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