Mobilità. ANP: intesa smonta chiamata diretta, sbagliato che non possano essere i Presidi a scegliere i docenti migliori

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Soddisfatti i sindacati per l’intesa raggiunta il 29 dicembre per la mobilità del personale docente per l’a.s. 2017/18, le lamentele giungono dall’Associazione Nazionale Presidi (ANP).

La vicepresidente Licia Cianfriglia ritiene l’intesa un passo indietro rispetto alla legge 107, che aveva introdotto la possibilità per insegnanti e presidi di scegliersi reciprocamente.

Si trattava della cosiddetta “chiamata diretta” espressione poi mitigata dal Ministero Giannini in “chiamata per competenze”. Un tema caldo, al centro della rottura del dialogo tra Ministero e sindacati. I sindacati chiedevano regole certe, trasparenti, nazionale, il Ministero ha proposto una tabella che alla fine ha portato solo confusione, con casi eclatanti

come quello dei dirigenti che hanno chiesto video a figura intera, o che hanno improvvisato un vero e proprio concorso, con tanto di interrogazione e valutazione.

Il Ministro Giannini si era forse resa già conto del flop, dato che a novembre parlava di “aggiustare il tiro“.Sappiamo tutti come sono andate le cose, adesso il Ministero è guidato da Valeria Fedeli che ha firmato un accordo in cui si prevede, per il solo a.s. 2017/18 che i docenti che chiedono mobilità possano scegliere le scuole (fino a 5), e dunque bypassare la chiamata diretta, piaccia o non piaccia ai Dirigenti Scolastici.

Nello stesso accordo si è stabilito che

la chiamata diretta (cioè il passaggio da ambito territoriale a scuola per chi sarà trasferito o neoassunto su ambito) sarà regolamentata, oggetto di una specifica contrattazione.

Adesso i Dirigenti Scolastici dell’ANP chiedono al Ministro Fedeli che non si torni ad una scuola in cui si dà ascolto solo ai sindacati, ma la loro battaglia è anche per la categoria, per ottenere uno stipendio comparabile a quello degli altri Dirigenti della Pubblica Amministrazione.

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