Mobilità annuale, respinto emendamento al DL Mezzogiorno per assegnazioni su più province e su sostegno senza titolo

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Il decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno, è attualmente in Parlamento per la conversione in legge.

Tra i vari emendamenti al decreto, attualmente al vaglio del Senato, ricordiamo quello proposto dai senatori Gotor, Ricchiuti, Battista, Campanella, Gatti, Granaiolae e Lo Moro, avente per oggetto i docenti immessi in ruolo con la Buona Scuola nelle regioni del Nord, quando in precedenza avevano sempre insegnato nelle loro regioni di residenza.

Nell’emendamento, i Senatori chiedono che il Miur affidi agli UU.SS.RR. delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia il compito di individuare ulteriori modalità di assegnazione provvisoria, per l’a.s. 2017/18 e successivi, ai docenti suddetti.

I Senatori, nello specifico, chiedono che sia consentito ai docenti, di cui sopra, di:

a) fare richiesta di assegnazione provvisoria su tutte le province di una regione su richiesta dell’interessato, la cui residenza in quella regione deve risultare da certificazione anagrafica al 30 giugno 2017;
b) fare richiesta di assegnazione provvisoria dei docenti privi di titolo di specializzazione sul sostegno, su posti ancora disponibili, e solo dopo avere accantonato un numero di posti corrispondente ai docenti inseriti in GAE e in Graduatorie d’istituto di II e III fascia, in possesso del titolo su sostegno per l’attribuzione di incarichi a tempo determinato.

I Senatori chiedono, infine, che l’assegnazione provvisoria possa essere richiesta anche per quelle classi di concorso, per le quali i docenti in questione sono abilitati ma per le quali non sono stati accontentati in  sede di immissione in ruolo, ai sensi della legge 107/2015, in deroga dunque all’articolo 4, comma 1, e agli articoli 24, 25, 26, 27 e 28 del C.C.N.I. dell’11 aprile 2017.

Si tratta in sostanza di quei docenti abilitati in più classi di concorso e che, nell’ambito del piano straordinario di immissioni, non sono stati accontentati per la preferenza espressa, venendo assunti per le classi di concorso indicate in subordine.

Il suddetto emendamento, che avrebbe potuto consentire il rientro almeno per un anno a tanti docenti è stato bocciato.

L’emendamento

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