Mobilità. Anief: Miur bacchettato in tribunale per non aver rispettato il principio del merito

di redazione
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Anief – L’Anief si conferma come sempre sindacato che riesce sempre a tutelare il corretto rispetto della normativa e ha saputo far valere i diritti dei lavoratori della scuola ottenendo la rettifica di provvedimenti illegittimi ab origine che, senza giustificazione di sorta e in totale spregio del principio del merito, hanno costretto centinaia di docenti a trasferirsi lontano dalla propria famiglia compromettendo, anche, la loro serenità personale e familiare.

 Il Tribunale del Lavoro di Larino (CB), con due sentenze di pieno accoglimento ottenute dal nostro legale sul territorio Avv. Raffele Bucci, in modo molto diretto rileva come l’Amministrazione non abbia prodotto alcuna motivazione utile a ritenere corretta l’attribuzione delle ricorrenti all’Ambito cui risultavano assegnate in luogo degli Ambiti delle province in cui avevano, invece, richiesto il trasferimento e per cui erano in possesso di punteggio tale da superare i docenti trasferiti al loro posto. Rilevando proprio tale mancanza da parte dell’Amministrazione, i Giudici del Tribunale del Lavoro hanno, infatti, rilevavo come “Il Ministero, invece, a parte ribadire l’adozione di un criterio diverso da quello ritenuto legittimo dal giudicante, non ha contestato puntualmente i dati di fatto allegati e provati dalla ricorrente né ha provato la legittimità del disposto trasferimento della ricorrente presso l’Ambito Territoriale Omissis, né la ragione per cui nell’Ambito Omissis siano stati inseriti docenti con punteggio inferiore alla ricorrente”. L’incapacità di motivare le proprie azioni costa nuovamente al MIUR la sconfitta in tribunale e l’obbligo di immediato trasferimento delle ricorrenti in una delle sedi indicate nella domanda di mobilità, nel rispetto del punteggio posseduto.

“Abbiamo ottenuto nuovamente conferma – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – che l’assunto secondo il quale l’ordine di preferenze costituisce il criterio primario e il ‘punteggio’ posseduto dal lavoratore costituisce un criterio meramente suppletivo, così come erroneamente sostenuto dal Miur riguardo le procedure di mobilità 2016, non è supportato da alcuna disposizione di legge o di contratto collettivo e, di conseguenza, deve soccombere in favore di criteri costituzionalmente orientati quali il punteggio posseduto e, dunque, il merito”.

“Siamo riusciti nuovamente a far rientrare due docenti nelle province di appartenenza come era giusto che fosse sin dal 2016. Con la nostra rappresentatività – continua Pacifico – ci batteremo per sanare tutte le illegittimità ancora contenute nella contrattazione integrativa come la mancata valorizzazione del servizio svolto nelle paritarie, il mancato computo degli anni di precariato per il raggiungimento dei 5 anni obbligatori di permanenza sul posto di sostegno, la totale assenza di punteggio per il titolo SSIS, TFA e PAS e lo svilimento del servizio svolto a tempo determinato nelle tabelle che regolano le graduatorie interne d’istituto”. L’Anief ricorda che sulla mobilità ha attivato una serie di ricorsi volti alla tutela e al rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola purtroppo, e ancora una volta, violati con il CCNI 2018.

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi Anief sulla mobilità, clicca qui.

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