Mobilità, Anief: Giudice lo riconosce, vale il servizio nelle paritarie

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Anief – Stavolta è il Tribunale del Lavoro di Forlì a dare ragione ai legali Anief sull’evidente disparità di trattamento tra servizio svolto su scuola statale e servizio svolto su scuola paritaria presente all’interno del CCNI mobilità;

l’Avvocato Tiziana Sponga, dando come sempre prova della sua grande professionalità e competenza, ottiene per il nostro sindacato un nuovo successo e un provvedimento d’urgenza del Giudice del Lavoro che evidenzia come il pregiudizio subito dalla ricorrente “deve ritenersi irreparabile atteso che i relativi effetti lesivi non ricadrebbero su interessi meramente patrimoniali, andando ad intaccare la sfera dei diritti personali e familiari”.

L’Ordinanza, puntuale nella ricostruzione normativa, reputa assolutamente legittima la richiesta di valutazione del servizio svolto su scuola paritaria ai fini della mobilità visto che l’art. 2, c. 2, del D.L. 03/07/2001, n. 255 (convertito nella legge n.333 del 2001), ha “espressamente preso atto della suddetta equiparazione tra i servizi d’insegnamento statali e i servizi d’insegnamento paritari, disponendo che siano valutati nella stessa misura, e non vi sarebbe ragione alcuna per limitare l’efficacia della suddetta disposizione legislativa, eventualmente applicabile, anche in via analogica, alla formazione delle graduatorie per l’assunzione del personale docente statale per pervenire, invece, all’opposta soluzione in sede di mobilità del medesimo personale”.

“Il nostro sindacato – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è pienamente soddisfatto dei risultati ottenuti in tribunale e si impegnerà a sanare queste e altre illegittimità anche ai prossimi tavoli contrattuali facendosi, come sempre, portavoce dei diritti dei lavoratori”.

L’Anief ricorda che ha attivato una serie di ricorsi volti alla tutela e al rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola nelle procedure di mobilità, purtroppo, e ancora una volta, violati.

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi Anief sulla mobilità, clicca qui.

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