Mobilità. Anief: una giostra per molti docenti e ATA. Dal 3 aprile le domande, diversi punti sono illegittimi

di redazione
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Anief – Per la Scuola è tempo di contratti. Dopo la pre-intesa “farlocca” sul nuovo contratto collettivo nazionale della scuola, sottoscritta qualche giorno fa all’Aran, è in arrivo quello sulla mobilità dell’anno scolastico in corso che anche quest’anno coinvolgerà ben oltre 100mila docenti e Ata: a seguito dell’intesa raggiunta presso il Miur il 21 dicembre, i sindacati sono stati convocati per mercoledì prossimo, 7 marzo, sempre a Viale Trastevere, per la sottoscrizione definitiva del contratto sulla mobilità del personale docente, educativo ed ATA che avrà effetti con decorrenza dal 1° settembre 2018.

“Si tratta – come lo definisce il Miur – di un Accordo ponte, valido solo per la mobilità dell’a.s. 2018/19. Il contratto è infatti quello dell’anno precedente, a parte qualche aggiustamento tecnico”, ricorda Orizzonte Scuola. E come nel 2017, non mancano diversi passaggi illegittimi.

“È un film già visto – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – perché sono confermate le regole dell’anno scorso, già ritenute illegittime dai tribunali. Il servizio pre-ruolo continua a essere valutato la metà nelle graduatorie interne d’istituto. Il servizio prestato nella paritaria seguita ad essere ignorato. Il blocco quinquennale sul sostegno prosegue a non tener conto del servizio pre-ruolo. Ecco perché la firma del 7 marzo aprirà una nuova stagione del contenzioso. Dal prossimo anno – conclude Pacifico – il contratto diventerà triennale, ma cambierà tutto appena il giovane sindacato Anief diventerà rappresentativo a seguito delle elezioni Rsu di metà aprile 2018”.

Le domande verranno presentate telematicamente, tramite il potale Istanze On Line. Si parte il prossimo 3 aprile con i docenti che avranno tempo fino al 26 aprile; dal 23 aprile al 14 maggio 2018 sarà la volta del personale Ata interessato. Ma cosa prevede il contratto che regolerà gli spostamenti di quest’anno? Vediamo: ai trasferimenti interprovinciali sarà destinato il 30% dei posti disponibili dopo i trasferimenti provinciali. Ai passaggi di cattedra e di ruolo il 10%; sarà possibile indicare scuole e ambiti territoriali, per cui la titolarità sarà su scuola per chi otterrà il trasferimento in una delle scuole indicate, su ambito se si otterrà il trasferimento su ambito; la domanda di trasferimento sarà unica, sia provinciale che interprovinciale, e le preferenze nell’unico modulo di domanda potranno essere 15, comprensive delle sedi sia provinciali che interprovinciali. All’interno delle 15 preferenze esprimibili, sarà possibile chiedere fino a 5 scuole di uno stesso ambito o di ambiti differenti.

La valutazione del servizio pre-ruolo e/o in altro ruolo varrà 6 punti come il servizio di ruolo. Confermata anche la deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia di titolarità e nella scuola in cui si è ricevuto l’incarico triennale, per cui tutti i docenti, compresi i neo assunti (il 1° settembre 2017), potranno presentare domanda di mobilità sia provinciale che interprovinciale. Anche quest’anno la mobilità avverrà in due fasi: provinciale e interprovinciale.

Alla luce di queste modalità, Anief produrrà una lunga serie di appositi ricorsi, al fine di impedire che il personale si ritrovi danneggiato. A partire dal servizio svolto nelle scuole paritarie, attraverso apposito ricorso al giudice del lavoro impugnando la tabella valutazione dei titoli previsti dalla mobilità 2017/18: l’obiettivo rimane quello di ottenere, ai fini dell’attribuzione del punteggio, la valutazione del servizio pre-ruolo o di altro servizio di ruolo prestato nella scuola paritaria, ma anche nei percorsi di formazione professionale, nelle scuole comunali, pure nelle piccole isole. Anief ha anche predisposto apposito ricorso per tutti quei docenti a cui nelle graduatorie d’istituto non è stato fatto valere il servizio pre-ruolo per intero: e questa valutazione parziale del pre-ruolo nelle graduatorie interne d’istituto comporta delle conseguenze dirette sull’individuazione dei soprannumerari.

È prevista anche l’impugnazione della tabella di valutazioni dei titoli che ha penalizzato i docenti, decretandogli un punteggio ridotto: si va dall’abilitazione SSIS alla specializzazione SSIS di sostegno, dal titolo TFA conseguito (anche sostegno) al servizio pre-ruolo al pari di quello prestato dopo la nomina (punti 6 e per intero), dal doppio punteggio per servizio pre-ruolo in piccole isole al servizio militare prestato non in costanza di nomina. Come si ribadirà l’impugnazione per il docente di ruolo assegnato su Ambito e con incarico triennale su sede, a cui si vuole impedire di inserire tra le 5 scuole espresse anche la sede di attuale incarico triennale. Potranno ricorrere al giudice del lavoro, infine, i docenti di ruolo su posto di sostegno a cui si vuole negare di passare sulla disciplina, perché per giungere ai 5 anni minimi di servizio si continua a non calcolare il servizio su sostegno svolto come supplente.

Verifica tutti i ricorsi Anief sulla mobilità 2018: pagina in aggiornamento.

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