Mobilità. Anief: il Consiglio di Stato commissaria il Ministero e lo condanna per inadempienza

di redazione
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Anief – Il Consiglio di Stato, con due ordinanze di identico tenore, ribadisce al Ministero dell’Istruzione la necessità di rivedere “con precisione e rigore” le istanze di trasferimento 2016 presentate da circa 50 docenti “al di là di automatismi informatici d’altro tenore” e nel rispetto del principio del merito e del punteggio posseduto.

 L’Avvocato Michele Ursini dell’Anief, ottiene ancora una volta ragione sul Miur che ha svolto le operazioni di mobilità 2016 in base a un algoritmo tutt’altro che preciso e puntuale. Rilevato, inoltre, “l’evidente inadempimento da parte delle Amministrazioni intimate” il Consiglio di Stato dispone che “va assegnato al MIUR il termine di giorni venti (20 gg.) dalla comunicazione della presente ordinanza o dalla sua notificazione a cura di parte, per definire le posizioni di ciascun ricorrente e, se del caso, di trasferirli nelle sedi disponibili richieste, secondo quanto deciso dall’ordinanza” e rileva come sia necessario, vista la precedente inadempienza dell’Amministrazione, “altresì nominato fin d’ora, in caso di persistente inerzia del MIUR e quale Commissario ad acta, il Capo del Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali dello stesso Ministero, affinché, nell’ulteriore termine di giorni dieci (10 gg.) decorrente da quando è inutilmente trascorso quello dianzi assegnato e per il tramite d’un dirigente da lui prescelto, provveda per l’esecuzione integrale di detta ordinanza”, condannando “le Amministrazioni intimate al pagamento, a favore dei ricorrenti, delle spese del presente giudizio d’esecuzione, che sono nel complesso liquidate in € 1.500, oltre accessori come per legge. Pone a carico delle Amministrazioni stesse il compenso del Commissario ad acta, che è nel complesso liquidato in € 1.500,00, oltre accessori di legge se dovuti ed al netto delle spese per l’incarico documentate”.

 

“Nella mobilità, così come nel reclutamento, – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – l’unico vero criterio da rispettare è quello del merito, ossia del punteggio calcolato in base ai titoli e ai servizi posseduti dal lavoratore. L’Algoritmo ministeriale ha tutt’altro che rispettato il criterio meritocratico e i trasferimenti sono sembrati più una roulette russa che una vera e propria procedura concorsuale come avrebbero dovuto essere. Non avevamo dubbi che il tribunale ci avrebbe dato ragione e, ora, il Ministero non potrà più indugiare e dovrà rispettare le determinazioni del Consiglio di Stato come avrebbe dovuto fare sin da subito”. L’Anief, dunque, ha nuovamente ribadito come il principio meritocratico sia l’unico criterio su cui basare il trasferimento dei lavoratori della scuola e ha consentito ad altri 50 docenti di poter tornare nella provincia di appartenenza come sarebbe loro spettato se il Ministero avesse tenuto conto correttamente del loro punteggio.

 

Ancora possibile aderire agli specifici ricorsi per porre rimedio alle troppe violazioni dei diritti dei lavoratori contenute nella contrattazione integrativa che continua a negare il trasferimento su posto comune ai docenti di sostegno che raggiungono il quinquennio di permanenza computando il servizio preruolo, a non attribuire alcun punteggio al servizio svolto nelle scuole paritarie, a non valorizzare correttamente le abilitazioni SSIS, TFA, Sostegno e il servizio di leva svolto non in costanza di nomina con l’attribuzione del corretto punteggio per i trasferimenti, le graduatorie interne d’istituto e la mobilità d’ufficio.

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi Anief clicca qui.

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