Mobilità, algoritmo causa di ingiustizie. Docente rientra a casa per dedicare più tempo alla sua famiglia

di redazione
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Con sentenza n. 177/2018 del 27.3.2018 del Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, giudice Di Lauro, una docente catanzarese ha ottenuto l’avvicinamento in una sede più vicina alla sua residenza, dopo che il Ministero, con i trasferimenti seguiti alla normativa sulla “Buona Scuola”, l’aveva costretta, con notevole disagio, a svolgere il servizio sin dall’anno scolastico 2016-2017, nella sede di Desio, centro della Brianza.

Presentato ricorso a novembre 2017, il Tribunale di Monza ha emesso la sentenza in tempi molto brevi, accogliendo la tesi del difensore, avv. Antonello Sdanganelli,  affermando un importante principio secondo cui, nell’applicazione delle disposizioni del contratto collettivo di lavoro sui trasferimenti dei docenti,  ” è obbligo del giudicante favorire l’interpretazione conforme a Costituzione “. Infatti,  ha valore ” di rango costituzionale il principio meritocratico nel pubblico concorso discendente dagli artt. 3, 51 e 97 Cost.”,  ridimensionando la prassi del Ministero (MIUR) a coprire gli organici affidandosi ad un algoritmo, causa di gravi ingiustizie.

La docente sta per essere assegnata presso la nuova sede che le consente di dedicare più tempo alla sua famiglia.

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