Mobilità: accordo firmato dai sindacati non ha tutelato docenti trasferiti al nord. Lettera

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Finalmente è stato firmato l’accordo sulla mobilità, come al solito un abominio, verrà riservato solo il 30% per i trasferimenti interprovinciali mentre il 60% per le immissioni in ruolo.

Tradotto significa che chi per amore di lavorare e percepire uno stipendio da fame è partito, si è trasferito al nord con i sacrifici che tutti conosciamo, mentre le mogli dei dottore, degli ingegneri etc etc sono rimasta beatamente a casa tanto non hanno mica bisogno di quella miseria di stipendio per arrivare a fine mese.

Lo stato cosa fà invece di dare priorità a chi già ha fatto sacrifici e merita di tornare a casa??? Questo è costituzionale? È democrazia?  Ancora non hanno rinnovato il contratto di lavoro perchè sanno che come minimo dovremmo avere in busta paga circa € 500 in più nette per equiparare lo stipendio al costo della vita ma sicuramente inventeranno qualcosa per darci il contentino di € 80 e gabbarci tutti. Complimenti soprattutto ai sindacati che dovrebbero tutelarci e andare a scontro con lo stato. Siamo stanchi, è soprattutto molto ma molto nervosi.

Prof. Giuseppe Amato

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