Mobilità 2024, il Comitato Docenti Vincolati chiede la rimozione dei vincoli e un trattamento equo per tutti gli insegnanti

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Il Comitato Nazionale Docenti Vincolati torna a chiedere attenzione sulla questione dei vincoli alla mobilità dei docenti, una problematica che non ha ancora trovato una soluzione equa da parte del governo e che impedisce l’applicazione del contratto collettivo nazionale del comparto scuola.

Con l’approssimarsi delle assegnazioni provvisorie, il Comitato chiede a gran voce che venga concesso a tutti i docenti assunti, indipendentemente dalla procedura di assunzione, la possibilità di produrre domanda, anche cartacea, per l’assegnazione provvisoria. Ciò permetterebbe almeno il ricongiungimento familiare, un diritto fondamentale tutelato dalla Legge 104/92.

Il Comitato sottolinea inoltre che gli assunti da GPS e Mini Call veloce dovrebbero poter accettare supplenze art. 47 e produrre domanda di assegnazione provvisoria, senza distinzioni basate sulla procedura di assunzione o l’anno di immissione in ruolo.

Tra le motivazioni addotte dal Comitato, vi è la convinzione che i vincoli non garantiscano effettivamente la continuità didattica, considerando le numerose incongruenze nel sistema di assegnazione delle cattedre e il vasto ricorso al precariato. Inoltre, i dati degli anni precedenti dimostrano che il derogare ai vincoli non comporta un esodo di massa dalle regioni del nord verso il sud, contrariamente a quanto spesso temuto.

Il Comitato evidenzia anche il rischio di violazione del principio di uguaglianza, dato il trattamento riservato ai docenti in base alla procedura di assunzione, al concorso vinto, al tipo di contratto o all’anno di immissione in ruolo.

Infine, il Comitato ribadisce la necessità di permettere il ricongiungimento familiare attraverso l’assegnazione provvisoria, sottolineando l’importanza del valore della famiglia e il diritto di non essere separati dai propri cari. Si auspica che il governo e i sindacati operino in maniera sinergica per eliminare i vincoli e adottare soluzioni più ragionevoli e fruttuose, come incentivi e una revisione dell’organico di diritto e di fatto nelle diverse regioni, al fine di garantire la continuità didattica a tutti gli studenti del territorio nazionale.

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