Mobilità 2022, i docenti potranno spostarsi dopo l’anno di prova: verso intesa con i sindacati. Gli ultimi aggiornamenti

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Mossa (quasi) a sorpresa del governo nella trattativa per il rinnovo del contratto integrativo sulla mobilità.

Come segnala il Sole 24 Ore, l’ipotesi al tavolo della riunione nel pomeriggio tra tecnici ministeriali e sindacati sarà quella di permettere ai docenti, dopo l’anno di prova, lo spostamento.

Dunque si sta ragionando di concedere ai docenti gli spostamenti già dopo un solo anno. L’ipotesi, come detto, verrà discussa nel pomeriggio durante un atteso vertice tra le parti.

Una possibilità che viene vista come un ritorno al passato e che viene giustificato dal presunto vulnus normativo che, cancellati gli ambiti della Buona Scuola, non farebbe più coincidere la sede di prima assegnazione del personale scolastico (cioè la scuola dove si è presa la titolarità di ruolo) e sede di titolarità (che si ottiene invece dopo il superamento dell’anno di prova), e da cui far decorrere i 3 anni prima di far domanda di mobilità.

Con l’interpretazione che passerebbe, l’immissione in ruolo del docente neoassunto sarebbe vista come “sede provvisoria” in cui permanere per il primo anno (anno di prova), mentre l’acquisizione della titolarità scatterebbe dal secondo anno sulla sede scelta.

Così, passato l’anno di prova, il docente sarebbe libero di fare domanda di trasferimento.

Non sarebbe modificato, invece, il vincolo triennale (l’ex vincolo quinquennale modificato con il Decreto Sostegni bis).

Quale sarebbe la platea interessata? Secondo i calcoli di Viale Trastevere, a settembre 2022 ci sarebbero almeno 100mila docenti potenzialmente autorizzati a cambiare istituto (i 50mila immessi in ruolo a settembre 2021, i circa 20mila inseriti a settembre 2020 e i 30mila del 2019 per i quali comunque sarebbe venuto meno il vincolo).

Da quando partirebbe il vincolo

Il Decreto Sostegni bis potrebbe aver segnato uno spartiacque per questa situazione. Esso infatti ha introdotto una significativa novità passata finora in secondo piano ma che potrebbe invece costituire il punto nodale della questione.

La bozza di CCNI per il triennio 2022/23, 2023/24, 2024/25 alla quale si lavora prevede una novità

“3. Ai sensi dell’art. 58, comma 2, lettera f), secondo periodo, D.L. n. 73 del 25.5.2021, convertito con L. 106 del 23.7.2021, al fine di tutelare l’interesse degli studenti alla continuità didattica, i docenti possono presentare istanza volontaria di mobilità non prima di tre anni dalla precedente, qualora in tale occasione abbiano ottenuto la titolarità in una qualunque sede della provincia chiesta. Le disposizioni di cui al precedente periodo si applicano a decorrere dalle operazioni di mobilità relative all’anno scolastico 2022/2023. Tale vincolo triennale non si applica ai docenti beneficiari delle precedenze di cui all’art. 13, comma 1, punto I, III, IV, VI, VII e VIII, alle condizioni ivi previste dal presente contratto, nel caso in cui abbiano ottenuto la titolarità in una scuola fuori dalla provincia dove si applica la precedenza, né ai docenti trasferiti d’ufficio o a domanda condizionata, ancorché soddisfatti in una qualunque sede della provincia chiesta.”

Alla luce della nuova disposizione normativa, il vincolo di permanenza nella scuola in cui si è traferiti avrebbe queste caratteristiche

  • è di tre anni scolastici;
  • si applica a tutti i docenti trasferiti, a prescindere dalla preferenza in relazione alla quale si è stati soddisfatti [quindi mentre prima operava per le sole preferenze analitiche (scuole) e nel comune di titolarità, adesso anche per quelle sintetiche (comuni e distretti)];
  • non si applica ai docenti soprannumerari che non presentano domanda volontaria ma condizionata (infatti nel testo di parla solo di mobilità volontaria; questo aspetto comunque andrà chiarito nel prossimo CCNI sulla mobilità).

Decorrenza

La nuova disciplina si applica a decorrere dalle operazioni di mobilità per l’anno scolastico 2022/23. Ciò vuol dire che i docenti trasferiti per il 2022/23, sarebbero tutti soggetti al succitato vincolo e quindi l’applicazione partirebbe con il soddisfacimento prossime domande di mobilità.

Oggi riunione al Ministero

I particolari di questa novità saranno presentati oggi durante l’importante riunione che si svolgerà in modalità telematica con le organizzazioni sindacali.

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