Mobilità 2022/23, avranno vincolo triennale anche i docenti che otterranno trasferimento su preferenza Distretto o Comune

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I docenti trasferiti, per l’a.s. 2022/23, in una qualsiasi preferenza della provincia richiesta non possono presentare domanda volontaria di mobilità per tre anni scolastici. Le novità del decreto sostegni-bis.

Vincolo mobilità: CCNL 2019/22

Il CCNI concernente la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A triennio 2019/22, recependo quanto pattuito nel CCNL 2016/18, ha previsto un vincolo di permanenza nella scuola in cui si è trasferiti per tre anni scolastici.

Il succitato vincolo:

  • si applica ai docenti:

– soddisfatti tramite preferenza analitica, ossia su una delle scuole espresse;

– trasferiti nell’ambito del comune di titolarità;

  • non si applica ai docenti:

– trasferiti tramite preferenza sintetica (comune o distretto);

– beneficiari di una delle precedenze di cui all’articolo 13, comma 1, del citato CCNI, se soddisfatti in un comune diverso da quello in cui opera la precedenza;

– trasferiti d’ufficio o a domanda condizionata.

Decreto sostegni-bis

Sulla citata disposizione è intervenuto il DL n. 73/2021 (decreto sostegni-bis, convertito in legge n. 106/2021) che ha lasciato immutato il periodo di permanenza nella scuola in cui si è trasferiti, modificandone però le condizioni e rendendo il vincolo più “stringente”. Così leggiamo nell’articolo 58, comma 2 – lettera f (secondo periodo), del predetto DL:

[…] Al fine di tutelare l’interesse degli studenti alla continuità didattica, i docenti possono presentare istanza volontaria di mobilità non prima di tre anni dalla precedente, qualora in tale occasione abbiano ottenuto la titolarità in una qualunque sede della provincia chiesta. Le disposizioni di cui al precedente periodo si applicano a decorrere dalle operazioni di mobilità relative all’anno scolastico 2022/2023. 

Alla luce della nuova disposizione normativa, il vincolo di permanenza nella scuola in cui si è traferiti:

  • è di tre anni scolastici;
  • si applica a tutti i docenti trasferiti, a prescindere dalla preferenza in relazione alla quale si è stati soddisfatti [quindi mentre prima operava per le sole preferenze analitiche (scuole) e nel comune di titolarità, adesso anche per quelle sintetiche (comuni e distretti)];
  • non si applica ai docenti soprannumerari che non presentano domanda volontaria ma condizionata (infatti nel testo di parla solo di mobilità volontaria; questo aspetto comunque andrà chiarito nel prossimo CCNI sulla mobilità).

Evidenziamo che, stando al tenore letterale del testo, il vincolo di permanenza si applica anche ai beneficiari delle precedenze di cui all’articolo 13, comma 1, del CCNL 2019/22 (emodializzati e non vedenti, personale con disabilità, personale che assiste soggetti con disabilità …). Considerate le necessità del predetto personale, si interverrà in merito nel prossimo CCNI?

Decorrenza

La nuova disciplina, come si legge nel testo sopra riportato, si applica a decorrere dalle operazioni di mobilità a.s 2022/23. Ciò vuol dire che i docenti trasferiti per il 2022/23, saranno soggetti al succitato vincolo e quindi l’applicazione parte con le prossime domande di mobilità.

Assegnazioni e utilizzazioni provvisorie

Il vincolo riguarda la sola mobilità, ossia i trasferimenti e i passaggi di ruolo/cattedra, ma non le assegnazioni provvisorie e le utilizzazione che non vengono citate nel testo del DL.

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