Mobilità 2021, date dipendono da decisione su vincolo quinquennale. Ministero vuole anticipare pubblicazione a fine maggio

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Mobilità docenti, ATA e personale educativo 2020/21. Le domande su Istanze online non sono ancora presenti, per diversi motivi: la data inizialmente proposta dal Ministero guidato dal Ministro Azzolina è stata ritirata perché, di fatto, la riunione per la presentazione dell’ordinanza – calendarizzata in piena crisi di Governo – non si è svolta. Nella riunione del 25 febbraio è emersa invece la voce unanime dei sindacati che chiedono di affrontare dal punto di vista politico la norma del vincolo quinquennale per i docenti assunti dal 1° settembre 2020 (oltre ai docenti ex FIT che hanno tale vincolo già dal 2019). 

Pertanto le date  per la presentazione della domanda potranno essere stabilite dopo l’incontro previsto il 1° marzo, a proposito del vincolo quinquennale.

La delegazione Anief composta dai segretari generali Stefano Cavallini e Gianmauro Nonnis ha espresso numerose criticità legate alle norme introdotte in materia sia per via legislativa che per via contrattuale: in particolare sul vincolo quinquennale, introdotto per la prima volta dalla legge 106 del 2011 e subito contestato dall’ANIEF.

“Un docente assunto quest’anno ha un trattamento diverso dal docente assunto l’anno precedente. Questa norma è già stata applicata con notevoli ripercussioni sul benessere lavorativo ai neoassunti dal concorso straordinario 2018 della secondaria – ha commentato Stefano Cavallini – Adesso lo stesso trattamento viene riservato a tutti i neoassunti indipendentemente dall’ordine di scuola o dal canale di reclutamento”.

Il vincolo non si applica solo ai beneficiari delle leggi speciali in materia, ad esempio per l’applicazione della legge 104/92, o della ex legge Cirielli sul ricongiungimento al coniuge militare trasferito d’ufficio, ed ha efficacia anche sulla mobilità annuale, negando in questo modo il diritto alla famiglia.

“Si tratta di un vincolo privo di logica – commenta Gianmauro Nonnis – un vincolo così forte assume solo un carattere punitivo per l’accettazione del ruolo e non è un caso che per il terzo anno di fila le immissioni in ruolo effettivamente attribuite sono molte meno rispetto al numero indicato dal ministero. I colleghi preferiscono rifiutare il ruolo e lavorare da precari vicino casa, che non stabilizzare la propria posizione lavorativa ma a patto di rinunciare alla famiglia”.

“Occorre pensare – conclude Marcello Pacifico – che l’età media dei neoassunti è tra i 40 e i 50 anni, in una fascia d’età in cui si ha responsabilità sia per verso i propri congiunti anziani, sia verso la propria famiglia. Non è ammissibile che dopo anni di precariato nelle stesse discipline e spesso negli stessi istituti i posti occupati vengano lasciati per andare a prendere il ruolo altrove sapendo che altri precari prenderanno quei posti. Tutto ciò deve finire! Il CES ha dato indicazioni chiare, dopo 36 mesi di servizio si deve essere stabilizzati e per l’ANIEF si deve essere stabilizzati negli stessi posti occupati per 36 mesi; ma tutto inizia dall’eliminare un vincolo che con le pretese di continuità didattica per cui è stato creato non ha niente a che vedere”.

Tempistica date e pubblicazione esiti mobilità

Il Ministero potrebbe frenare su  una revisione, nell’immediato, del vincolo quinquennale, perché questo potrebbe comportare un allungamento dei tempi nelle operazioni di mobilità. Ma la decisione ha due livelli, uno politico e uno amministrativo. Bisognerà trovare, se concordi sulla revisione del vincolo, un accordo anche su questo.

Il Ministero ha comunicato inoltre di voler anticipare la pubblicazione degli esiti a fine maggio. Per l’Anief ci sarebbe il relativo rischio di non avere tutti i posti dei pensionamenti liberi per tale data e la mancanza di un controllo che non sia a campione sulle domande.

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