Mobilità 2021/2022, si va verso la conferma del vincolo quinquennale per tutti i neo-assunti

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Comunicato Anief – Ultime speranze appese all’emendamento richiesto da ANIEF al decreto Milleproroghe. In caso di rigetto, il giovane sindacato è pronto attraverso i propri legali a far ottenere il diritto a chi presenterà la domanda ai trasferimenti per via giudiziaria, anche su tutti i posti vacanti e disponibili, dopo i successi già ottenuti. Partecipa al webinar di presentazione o chiedi una consulenza allo sportello sindacale.

Quasi pronta l’ordinanza ministeriale sulla mobilità per l’a.s. 2021/2022, che sarà presentata nei prossimi giorni ai sindacati. Anief pronta ad avviare azioni legali per i propri iscritti che presenteranno la domanda al fine di favorire i trasferimenti rispetto ai posti limitati e ai vincoli di permanenza di cinque anni per neo assunti e sui posti di sostegno, peraltro dichiarati illegittimi da diverse sentenze. Possibile ricorrere per ottenere la corretta valutazione dei titoli e dei servizi nonché per il diritto alla precedenza nella mobilità interprovinciale ai docenti che assistono genitori con disabilità grave. Avvia la preadesione gratuita ai ricorsi con i legali ANIEF.

Marcello Pacifico (Anief): “Difenderemo il diritto dei docenti a conciliare il diritto al lavoro con quello alla famiglia. Non ha senso riproporre norme censurate dai giudici e ripensate più volte dal legislatore in quanto inutili e discriminatorie. Esporremo ancora una volta al Ministero le nostre richieste in occasione dell’incontro sulla nuova ordinanza ministeriale, ma se non arriveranno risposte sarà battaglia nelle aule dei tribunali. Il vincolo non solo danneggia i neo assunti ma scoraggia persino i precari a proporsi per la ‘Chiamata veloce’ che per molti aprirebbe le porte del ruolo. Non possiamo accettare l’idea di barattare il diritto all’assunzione con l’esilio”.

Nei prossimi giorni l’incontro al Ministero sull’ordinanza per i trasferimenti

È imminente la pubblicazione dell’ordinanza con cui il nuovo Ministro dell’Istruzione darà avvio ai trasferimenti per l’anno scolastico 2021/2022 e che presto sarà presentata ai sindacati, sempre che il Parlamento non ascolti il giovane sindacato e approvi un emendamento specifico al milleproroghe. L’ANIEF parteciperà all’incontro per esporre, ancora una volta, le proprie richieste di risoluzione delle numerose criticità che permangono sulle regole della mobilità.

Tra queste, la più urgente è senza dubbio il vincolo quinquennale di permanenza nella sede di assunzione per tutti i neo immessi in ruolo dal il 1° settembre 2020 e la limitazione dei posti vacanti assegnati alla mobilità prima delle prossime immissioni in ruolo. La norma, introdotta dall’articolo 1, commi 17-octies e 17-nonies della legge n. 159/2019, estende a tutti gli insegnanti assunti nell’a.s. 2020/21 il blocco quinquennale, a dispetto di quelli assunti negli anni precedenti, negando anche il diritto all’assegnazione provvisoria nel silenzio delle altre organizzazioni sindacali firmatarie di contratto. A tale vincolo, ricordiamo, non sfuggono nemmeno i docenti che per lavorare usufruiranno della “Call veloce” o della possibilità di inserirsi in coda nelle GMRE in altra regione. Ed è per questo motivo, non a caso, che lo scorso settembre si è registrato il clamoroso fallimento delle assunzioni da ‘Chiamata veloce’, con i precari scoraggiati dalla prospettiva di un “esilio” di ben cinque anni.

Il blocco quinquennale sul sostegno, la mancata valutazione del servizio presso la scuola paritaria e di quello pre-ruolo per intero nelle graduatorie interne di istituto

In applicazione dell’art. 23, comma 7 del Contratto collettivo nazionale integrativo vigente firmato dalle altre OO.SS. rappresentative nel 2019, e che scadrà il prossimo anno, rimane purtroppo confermato il blocco quinquennale su posti di sostegno per tutti gli insegnanti, indipendentemente dalla data di assunzione, nonostante le numerose sentenze ottenute dai legali Anief presso i tribunali del lavoro che lo hanno annullato e avverso il quale bisogna continuare a ricorrere in tribunale.

Continua a permanere anche la mancata valutazione del servizio nella scuola paritaria, in applicazione dell’allegato 2 e relative note esplicative del Contratto. Questo a danno di quei docenti che hanno svolto servizio per anni nelle scuole paritarie e in barba a numerose sentenze ottenute dai legali Anief presso i tribunali del lavoro. Sentenze che hanno già permesso a tanti docenti di far ritorno nella loro regione. Stessa situazione anche sulla valutazione per intero, e non dimezzata come oggi avviene, del servizio prestato da precari ai fini della valutazione del punteggio nelle graduatorie interne di istituto per l’individuazione dei perdenti posto.

Infine, permane ancora il mancato riconoscimento della precedenza nella mobilità interprovinciale ai docenti che assistono un genitore con disabilità grave, ai quali la normativa riconosce una corsia preferenziale solo per i movimenti all’interno della provincia di servizio.

La posizione di Anief

Per il giovane sindacato, la scelta di bloccare per cinque anni qualsiasi forma di mobilità del personale docente neoassunto è priva di senso. Non soltanto la politica è rimasta sorda alle migliaia di insegnanti ingabbiati dalla legge n. 107/2015 a seguito di scelte contrattuali sbagliate e dell’adozione di uno sconosciuto algoritmo, ma addirittura si tratta ancora una volta il personale in maniera diversa in base all’anno di assunzione. Una storia, quella del vincolo quinquennale, che rappresenta un deja-vu per il personale docente. Ricordiamo, infatti, che il blocco quinquennale era già stato introdotto nel biennio 2011/2012 e 2012/2013, nella provincia di assunzione e con esclusione dal blocco per l’assegnazione provvisoria fino all’ottavo anno di vita del bambino.

La norma, pensata per contenere l’assunzione di docenti del Sud nelle regioni settentrionali in seguito alla riapertura delle graduatorie ad esaurimento a pettine ottenuta dall’Anief, fu abrogata per l’evidente incostituzionalità dall’articolo 15, comma 10-bis della legge n. 128/2013, dopo le pressanti denunce, le ripetute richieste emendative e i ricorsi presentati da Anief.

Fu così ripristinata la possibilità di trasferimento, assegnazione provvisoria o utilizzazione in altra provincia dopo tre anni di effettivo servizio nella provincia di titolarità, riportando la norma sulla mobilità a quanto previsto fino all’anno scolastico 2010/2011.

Il vincolo di permanenza quinquennale torna sulla scena con l’attuale legislatura, che nella sua versione a maggioranza giallo-verde l’ha inizialmente ripristinato soltanto per il personale ex-FIT assunto a partire dal 1° settembre 2019 (ad eccezione del personale avente diritto individuato entro il 31 dicembre 2018), salvo poi estenderlo – nel successivo assetto di maggioranza giallo-rossa – a tutti i neo-assunti, indipendentemente dal percorso di reclutamento e senza riflettere sulle conseguenze di tale blocco sulle future immissioni in ruolo, segnando così il fallimento della “Call veloce”.

L’incostituzionalità del vincolo quinquennale, che nell’attuale formulazione si applica sia ai trasferimenti che alle assegnazioni provvisorie, è palese e il sindacato sarà costretto a ricorrere alla Consulta. Inoltre, le norme introdotte dalla legge n. 159/2019 sono in evidente contrasto con il Decreto Legislativo n. 151/2001, Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, che contiene disposizioni importanti per la tutela e il sostegno della famiglia.

Il commento del Presidente Anief

“Abbiamo chiesto più volte – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –, durante l’attuale legislatura, di cancellare il blocco quinquennale alla mobilità, norma per noi illegittima e dannosa. Gli emendamenti purtroppo sono stati finora respinti, insieme a quelli che avrebbero riaperto una mobilità straordinaria su tutti i posti vacanti per i docenti ingabbiati dalla Legge 107/2015. Esporremo ancora una volta al Ministero le nostre richieste in occasione dell’incontro sulla nuova ordinanza ministeriale, ma se non arriveranno risposte sarà battaglia nelle aule dei tribunali. Il vincolo non solo danneggia i neo assunti ma scoraggia persino i precari a proporsi per la ‘Chiamata veloce’ che per molti aprirebbe le porte del ruolo. Non possiamo accettare l’idea di barattare il diritto all’assunzione con l’esilio”, conclude il presidente Anief.

I ricorsi

In attesa della pubblicazione dell’ordinanza ministeriale sulla mobilità è possibile preaderire gratuitamente ai ricorsi DA QUESTO LINK.

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