Mobilità 2017 e vincolo triennale: quest’anno deroga, cosa si prospetta per i prossimi?

di Giovanna Onnis
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Il vincolo triennale di permanenza nella provincia di immissione in ruolo, previsto nei diversi contratti sulla mobilità predisposti per ogni anno scolastico, ha avuto una prima deroga con la legge 107.

Fino all’anno scolastico 2015/16, infatti, i docenti neo-immessi in ruolo erano obbligati a permanere per un triennio nella provincia di immissione in ruolo come prevedeva il CCNI nell’art.2 dove si stabiliva che, “in osservanza di quanto previsto dall’art. 15 comma 10 bis del D.L. 104/2013 convertito in L. 8.11.2013 n. 128, il personale docente, non può partecipare ai trasferimenti per altra provincia per un triennio a far data dalla decorrenza giuridica della nomina in ruolo

Rimanevano esclusi da tale divieto solo i docenti che si trovavano nelle condizioni previste dal succitato articolo:

E’ escluso dall’applicazione della suddetta norma il personale docente ed educativo di cui all’art. 7, comma 1, punti I), III) e V) del presente contratto, ivi compreso il figlio che assiste il genitore con grave disabilità, pur non usufruendo, ai sensi dell’ art. 7 punto V) del presente contratto, della precedenza nelle operazioni di mobilità interprovinciale”

Tale vincolo viene eliminato per il corrente anno scolastico 2016/17 dal comma 108 della legge 107, dove viene stabilita una deroga che consente una mobilità straordinaria come disposto nel la normativa citata che recita:

Per l’anno scolastico 2016/2017 e’ avviato un piano straordinario di mobilità territoriale e professionale su tutti i posti vacanti dell’organico dell’autonomia, rivolto ai docenti assunti a tempo indeterminato entro l’anno scolastico 2014/2015. Tale personale partecipa, a domanda, alla mobilità per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia….”

Grazie a tale disposizione molti docenti, pur essendo nel vincolo triennale, hanno potuto usufruire, per il corrente anno scolastico, della deroga e hanno potuto presentare domanda di trasferimento interprovinciale anche se non sempre la loro domanda è stata accolta per mancanza di un numero adeguato di cattedre, tale da consentire tutti i movimenti richiesti.

Per il prossimo anno scolastico 2017/18 si prevede un’ulteriore deroga al vincolo triennale, come stabilito nell’intesa del 29 dicembre e successivamente confermato in fase di contrattazione tra sindacati e MIUR.

Tra i punti ritenuti prioritari nell’intesa vi è, infatti, lo “svincolo dall’obbligo della permanenza triennale nella provincia e dell’incarico su scuola per tutti i docenti, in considerazione della trasformazione dell’organico di fatto in diritto previsto dalla Legge di Bilancio 2017

Questa possibilità, confermata in fase di contrattazione, diventerà, quindi, un punto fermo del contratto e sarà inserito in un articolo del CCNI 2017/18 dove sarà chiaramente stabilita tale deroga, sia per l’obbligo di permanenza triennale nella provincia di assunzione in ruolo per tutti i docenti, che per l’incarico triennale per i docenti con titolarità su ambito.

Quindi anche per il prossimo anno scolastico tutti i docenti nel vincolo triennale potranno presentare domanda di trasferimento interprovinciale, così come potranno presentare domanda di trasferimento, sia provinciale che interprovinciale, tutti i docenti con incarico triennale in una scuola nella quale non saranno obbligati a rimanere per altri due anni.

Questa disposizione, comunque, risulta valida per un solo anno scolastico come esplicitato con chiarezza nella premessa dell’intesa del 29 dicembre (“Il contratto di mobilità ha validità esclusivamente per a.s. 2017/18”) e in considerazione che la contrattazione sulla mobilità è annuale e nuove disposizioni potranno essere previste nei futuri CCNI.

Se, quindi, si ha la certezza che il vincolo triennale non sarà considerato per il prossimo anno, cosa si prospetta per il futuro e quindi per i successivi anni scolastici?

E’ un interrogativo che si pongono molti docenti, ma, chiaramente, non è possibile ed è decisamente prematuro, al momento attuale, poter fornire una risposta certa.

E’ possibile, però, formulare delle ipotesi, in considerazione di quanto dichiarato dalla ministra dell’istruzione Valeria Fedeli in un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera del 15 gennaio, dove chiarisce la sua posizione in merito e le sue intenzioni.

Nell’intervista la ministra sottolinea l’importanza della continuità didattica e chiarisce che la cancellazione della norma della riforma che prevede la permanenza dei docenti per 3 anni nella stessa scuola è valida solo per quest’anno. Esprime, quindi, il suo desiderio che dal prossimo settembre gli studenti abbiano i docenti che possano garantire la loro permanenza per almeno un triennio. Parla, inoltre, di incentivare la continuità, affermando che “Gli insegnanti devono star bene perché possano stare bene gli studenti”.

Queste dichiarazioni consentono di trarre come conclusione che nei prossimi anni non vi sarà più, presumibilmente, la deroga al vincolo triennale nella provincia di immissione in ruolo e anche nella scuola dove il docente titolare su ambito ha l’incarico triennale. E’ possibile ipotizzare, inoltre, che verranno messe a punto delle modalità per incentivare i docenti, liberi da qualsiasi vincolo, per rimanere nella scuola garantendo, in questo modo, la continuità didattica agli studenti.

Incentivare, però, non significa obbligare, quindi si può ipotizzare che per i docenti titolari in una scuola e fuori dal vincolo triennale di permanenza nella provincia di immissione in ruolo, la permanenza nella scuola per almeno un triennio non potrà essere imposta, ma sarà agevolata con opportuna incentivazione.

Le domande che ci poniamo sono le seguenti:

  • Con quali modalità potrà essere incentivata la continuità dei docenti?
  • Oltre al punteggio di continuità nella scuola di titolarità, come previsto nella tabella di valutazione allegata annualmente al CCNI sulla mobilità, saranno previste altre agevolazioni?
  • Sarà riproposto il bonus di 10 punti come quello previsto fino all’a.s. 2007/08?

Riteniamo utile sottolineare, a proposito del bonus di 10 punti, che, come chiarisce il nostro articolo, questo punteggio aggiuntivo ha interessato i docenti che non hanno presentato domanda di trasferimento o passaggio provinciale (o l’hanno revocata entro i termini stabiliti annualmente) per un triennio dall’a.s. 2000/01 all’a.s. 2007/08.

Questo punteggio aggiuntivo, che incentivava i docenti per non presentare domanda di trasferimento, era stato previsto proprio con l’obiettivo di consentire una stabilità nell’organico dei docenti di un’istituzione scolastica e, conseguentemente, di garantire una continuità didattica agli studenti.

Chiaramente si tratta di domande che per ora rimarranno senza risposta e di ipotesi che per ora rimarranno tali.

Si tratta di ipotesi, però, che non sono del tutto campate in aria in quanto prendono spunto dalle dichiarazioni della ministra Fedeli e come tali hanno un importante fondamento anche perché nell’intervista citata emerge una precisa posizione della ministra le cui intenzioni sembrano abbastanza chiare.

Bisogna vedere se quanto affermato si concretizzerà con decisioni ad hoc per i prossimi anni scolastici, anni, chiaramente, successivi al 2017/18 per il quale la deroga è già stabilita e dovrà essere solo “ufficializzata” dal CCNI

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