Mobilità 2017, algoritmo Miur impazzirà nuovamente?

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Mario Bocola – La vicenda della mobilità per l’anno scolastico 2017/2018 e la faccenda della chiamata diretta stanno provocando ritardi alla pubblicazione dell’ordinanza per i trasferimenti provinciali e interprovinciali e questo sembra non essere un buon segno, in quanto andrebbe a rallentare tutte le procedure per l’avvio del nuovo anno scolastico.

Lo scorso anno l’operazione mobilità – come si ricorderà – è stata davvero paradossale a causa degli errori attribuiti all’algoritmo del Miur che ha provocato un vero e proprio terremoto nella scuola. Molti docenti, infatti, sono stati sbalzati in sedi lontane dal luogo di residenza come se fossero palline di un flipper impazzito, privati dei loro affetti familiari (padri e madri insegnanti in sedi diverse tra il Nord e il Sud, con prole a carico). La colpa è stata attribuita al famoso algoritmo del Miur che ha commesso errori. Ma al Ministero non è stato mai reso noto questo misterioso algoritmo, per cui si teme che anche con le prossime operazioni di mobilità possa ripetersi il fattaccio e che l’algoritmo possa nuovamente impazzire.

Fatto sta che lo scorso anno si è avuto un vero pasticciaccio brutto de Viale Trastevere, per dirla con Carlo Emilio Gadda, che ha avuto conseguenze disastrose. Conseguenze dettate soprattutto da alcuni allucinanti errori interpretativi contenuti nella legge della “Buona Scuola”, una legge in alcuni punti poco chiara che si presta a differenti interpretazioni.

Ora il rischio che il sistema della mobilità possa nuovamente andare in panne è alto come incerta è la vicenda legata alla “chiamata diretta”, quest’ultima considerata un altro obbrobbrio contenuto nei meandri della 107/2015. Il ritardi nella pubblicazione dell’ordinanza della mobilità lasciano presagire nubi fosche all’orizzonte e quasi certamente un’operazione che si presenterà farraginosa e macchinosa nel suo complesso. Ormai siamo abituati ad aspettarci da Viale Trastevere delle sorprese e nulla toglie che anche la mobilità 2017/2018 qualche sorpresa ce la riserverà, però sempre a spese dei malcapitati docenti che si troveranno a subire le conseguenze di operazioni maldestre, dal momento che la “montagna partorisce sempre un topolino”. Anche per il prossimo anno scolastico il Miur, volendo e nolendo, dovrà ricorrere alla supplentite, fenomeno che aveva sbandierato ai quattro venti di aver abolito. Altro che.

La questione supplenze divamperà in maniera più evidente perché molte classi di concorso rimarranno scoperte e quindi ad inizio anno assisteremo alla tradizionale e consueta rotazione dei docenti, alla faccia della continuità didattica! Insomma, mentre da un lato abbiamo le famiglie che giustamente rivendicano a buon diritto la continuità didattica dei propri figli, dall’altra parte, invece, abbiamo il Miur che sembra non recepire le istanze che provengono dal basso, ma che preferisce trincerarsi tra la montagna ciclopica di leggi, commi e codicilli di una legge che è stata partorita male e che ora è bisognosa di una cura da cavallo.

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