Mobilità 19/20, “basse e inutili aliquote per rientro docenti a Sud”

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Comitato Non Si Svuota Il Sud – Basse e inutili le aliquote destinate alla prossima mobilità 19/20, per gli oltre 23000 insegnanti sbattuti fuori dall’algoritmo impazzito e le notizie che intercorrono non annunciano nulla di buono.

Nessuna “fase emergenziale dell’algoritmo” è stata superata e l’aumento del 10%, che ha portato la mobilità dal 30% al 40%, ha fortemente offeso l’intelligenza dei docenti. I contenuti della Legge di Bilancio sono rivolti sostanzialmente alle assunzioni, impedendo a chi è fuori di rientrare.

La crisi e l’emergenza, in quest’ultimo squarcio d’anno scolastico, è diventata insostenibile e cruenta. Nonostante una grossa fetta di docenti fuori sede sia rientrata in assegnazione provvisoria, la restante parte rimasta al Nord permane a 1000/1500 chilometri, occupando dei posti che potrebbero essere ricoperti da appositi concorsi regionali e, quindi, dal personale residente.

Le assunzioni non possono avere la precedenza sulla mobilità (Decreto Legislativo 297/94: la nuove immissioni vengono espletate dopo la mobilità e sui posti residui), ma nonostante la Legge parla chiaro, viene bandito un concorso senza prova selettiva, vengono messi a disposizione posti sul tempo pieno e aliquote per l’immissione in ruolo altissime alla scuola secondaria di primo e secondo grado.

Stando alla lettura della contrattazione ancora in corso, le cifre destinate alla mobilità soddisferebbero le richieste portate avanti dai vari comitati per il rientro e rappresenterebbero un atto risolutivo della “Questione Meridionale 107” (una sorta di matrimonio riparatore), che riporterebbe alla normalità la crisi esplosa nel 2015 con l’assunzione straordinaria e la successiva mobilità 16/17, negando così per l’ennesima volta l’evidenza dei fatti e il diritto al rientro, che per molti insegnanti immobilizzati si traduce in almeno un decennio fuori sede e un quinquennio per gli esiliati 107.

’esodo ha investito un numero gigantesco di docenti, con insormontabili spese da sostenere, che attualmente affollano gli aeroporti e le stazioni per rincasare in tempo di Natale, svuotando e privando il Meridione di preziose risorse umane ed economiche.

Al fumo negli occhi di percentuali svendute in saldo, gli esiliati e gli immobilizzai chiedono un Urgentissimo Piano di Rientro, attuato concretamente mediante misure mirate e tangibili: ripristino del potenziamento, corsi di specializzazione sul sostegno senza il paletto del test d’ingresso (poiché i docenti di ruolo hanno completato il percorso di certificazione delle competenze col superamento dell’anno di prova), mobilità scaglionata, ripristino delle classi di concorso alla scuola secondaria di primo e secondo grado, tempo pieno alla primaria e ritorno all’insegnamento modulare e potenziamento alla scuola dell’infanzia.

Un rientro definitivo e dovuto, dunque, per chi ha subito l’effetto funesto di un algoritmo impazzito, di cui nessuno vuole più parlare o sporcarsi le mani per risolverne i problemi, perché scomodo.

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