Mobilità. Trasferimenti dei docenti meridionali nelle regioni del Nord d’Italia: tenere conto della situazione dei docenti di Diritto

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti umani esprime apprezzamento per le dichiarazioni del Sottosegretario del MIUR, dott. Davide Faraone, in merito alla questione dei trasferimenti dei docenti meridionali nelle regioni del Nord d’Italia.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti umani esprime apprezzamento per le dichiarazioni del Sottosegretario del MIUR, dott. Davide Faraone, in merito alla questione dei trasferimenti dei docenti meridionali nelle regioni del Nord d’Italia. Il Sottosegretario ha ribadito, nel suo intervento del 2 settembre 2016, alla Festa dell’Unità di Catania, che a partire, alla fine delle operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria, sarà un numero irrisorio di docenti. Auspichiamo che si tenga conto in una tale fase, così delicata, soprattutto dei disagi di alcune classi di concorso, come l’A019 – discipline giuridiche ed economiche, fortemente penalizzate durante la Mobilità.

Ricordiamo che il personale in oggetto vanta molti anni di servizio e spesso tanti anni di precariato fuori sede. Sottolineiamo che per alcuni territori (Calabria) ancora non sono state accertate in modo ufficiale e chiaro le modalità attraverso le quali s’intende procedere per favorire il ritorno di tanti insegnanti a casa. Da quanto si apprende dalla stampa, per alcune regioni, il problema sembrerebbe risolto (Sicilia, Sardegna); mentre per altre, in base a fonti non ufficiali, si è in via di risoluzione (Puglia).

La regione Calabria, nella fattispecie, si configura come una delle aree più problematiche del Paese, in quanto zona contrassegnata da alti tassi di dispersione scolastica (27,9% di dispersione nella provincia di Cosenza, 25,1% nella provincia di Reggio Calabria, 31,1% di Crotone, 28,1 nella provincia di Vibo Valentia e 28,6% nella provincia di Catanzaro) e di disoccupazione (23,4% nel 2014); da un tasso di occupazione inferiore al 40%, a fronte di un valore fisiologico pari a circa il 70%, e un tasso di irregolarità del lavoro pari a quasi il triplo di quello medio del Nord dell’Italia; dal più basso grado di valutazione della fedeltà fiscale (73,8); da un indice di densità criminale nelle attività illecite di una parte della popolazione stimato al 27% ed è la prima regione italiana per infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale (dati Crime&tech, spin-off dell’Università Cattolica).

Ancora significativi risultano essere i dati sullo spopolamento e sul “malessere demografico” (tra il 2000 ed il 2010, secondo i dati ISTAT, sono emigrati dalla Calabria 31.049 giovani, tra i 20 ei 40 anni, il numero più alto tra le regioni italiane, dopo la Sicilia (40.281)). In ragione di quanto affermato, sollecitiamo gli USR di riferimento, i rappresentanti sindacali e gli esponenti di tutte le aree politiche a convergere in sinergia, sulla scorta dell’apertura palesata e profilata dal dott. Davide Faraone, per concretizzare fattivamente l’obiettivo: evitare l’ulteriore spopolamento e l’impoverimento di realtà già fortemente disagiate, perché le modalità di impiego nelle proprie sedi, anche per un numero cospicuo di docenti, esistono.

Per esempio, avviare progetti connessi alla legalità nelle scuole di ogni ordine e grado. E’ forse improduttivo, inefficace o superfluo far germogliare il senso civico e le competenze di cittadinanza attiva in regioni arretrate come la Calabria? Non è forse questo un eccellente criterio per aderire al cambiamento di mentalità proposto dalla Buona Scuola? Il Coordinamento ha inviato tramite email alla segreteria del Sottosegretario, Davide Faraone, una proposta di utilizzazione della classe di concorso A019.

prof. Romano Pesavento

Presidente Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

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