Mobilità: il sovrannumerario ha precedenza solo per la propria classe di concorso, non per passaggio di cattedra o di ruolo

di Lalla
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La condizione di sovrannumerarietà non porta alcuna precedenza nella mobilità cosiddetta professionale, ossia il passaggio di cattedra e/o di ruolo, che avviene nella terza fase dei movimenti.

La condizione di sovrannumerarietà non porta alcuna precedenza nella mobilità cosiddetta professionale, ossia il passaggio di cattedra e/o di ruolo, che avviene nella terza fase dei movimenti.

Così una sentenza della Corte di Cassazione del 17 febbraio 2015 pubblicata oggi dal Sole24Ore

"Infatti, la precedenza quale soprannumerario nel quinquennio vale solo nell'ambito della stessa cattedra, e dunque nelle prima e seconda fase della procedura di mobilita' del personale docente, nella fasi relative cioe' alla mobilita' territoriale (spostamenti intra comunali o intraprovinciali); ove invece il soprannumerario ambisca al passaggio a diversa cattedra, si tratta della terza fase del procedimento di mobilita', relativo alla c.d. mobilita' professionale, la quale secondo le regole opera solo una volta esaurita la seconda fase della mobilita' territoriale"

In base a ciò i giudici affermano il seguente principio di diritto: «in tema di operazioni di mobilità del personale scolastico, la preferenza attribuita al docente trasferito ad altra scuola in quanto soprannumerario – beneficiario del rientro con precedenza nella scuola da cui era stato trasferito ai sensi dell'articolo 7 del c.c.n.l., anche se titolare in un comune diverso da quello della scuola – si applica ai trasferimenti relativi alla mobilità territoriale, operanti nell'ambito della stessa classe di concorso, e non anche in caso di richiesta di passaggio ad altra classe di concorso, in quanto le operazioni relative alla mobilità professionale si svolgono successivamente all'esaurimento della mobilità territoriale".

Norme che possono apparire evidenti nel Contratto sulla mobilità ma che spesso provocano contenziosi.

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