Mobilità: il servizio pre ruolo vale ancora la metà. Anief vuole modificare

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Anief – Il 26 novembre 2014, giorno della lettura della sentenza della CCGUE, è stata firmata con il Miur, di fretta, l’ipotesi di CCNL sulla mobilità del personale di ruolo dai sindacati rappresentativi, in scadenza di mandato, che ancora una volta, nonostante la direttiva 70/99, valuta ancora la metà il servizio pre-ruolo, senza alcuna ragione oggettiva.

Anief – Il 26 novembre 2014, giorno della lettura della sentenza della CCGUE, è stata firmata con il Miur, di fretta, l’ipotesi di CCNL sulla mobilità del personale di ruolo dai sindacati rappresentativi, in scadenza di mandato, che ancora una volta, nonostante la direttiva 70/99, valuta ancora la metà il servizio pre-ruolo, senza alcuna ragione oggettiva.

Inoltre, ignorate le istanze presentate da Anief in Parlamento sul ripristino dell’assegnazione provvisoria dopo il primo anno, e sulla modifica delle regole in vista del piano di assunzioni e dell’introduzione dell’organico funzionale. Pronti i ricorsi al giudice del lavoro. Se Anief diventerà rappresentativa cambierà le regole, parola del presidente nazionale, Marcello Pacifico.

E’ incredibile ma vero, mentre lo stesso ARAN rinviava il tavolo del Comitato Paritetico per le elezioni RSU 2015, dopo la richiesta di (Anief) Confedir di concedere ai precari l’elettorato passivo, in attesa della sentenza della Corte europea, al Miur i sindacati, che non si sono accorti in un decennio dell’esistenza di una direttiva comunitaria che poteva stabilizzare migliaia di precari, si affrettavano a firmare l’ennesima ipotesi di contratto, fotocopia dei CC.NN.LL. firmati negli anni precedenti (novità rilevanti soltanto per l’unificazione delle aree di sostegno e il riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale per l’infanzia dopo i ricorsi presentati da Anief al Tar sul riconoscimento del titolo), continuando a discriminare il lavoro svolto a tempo determinato rispetto a quello indeterminato nella valutazione dei punteggi di servizio allegati alla relativa tabella. E tutto questo in contrasto con la normativa transnazionale senza alcuna ragione oggettiva.

E che dire dei tempi rispetto ai contenuti?

Se il Governo, nel disegno di legge di stabilità, comunica di voler attuare un piano straordinario di assunzioni per svuotare le Gae dal 1 settembre 2016 e ridurre le supplenze brevi, dopo un censimento dei posti disponibili che ammonterebbero alla metà delle assunzioni programmate, da lavoratore in servizio di ruolo ti aspetteresti dai sindacati rappresentativi una riflessione seria:

  • sulle regole da scrivere per l’utilizzo dell’organico funzionale e dei relativi trasferimenti con gli effetti su organici di sostegno (magari su reti di scuole) e perdenti posto (non più identificabili come tali),
  • sul possibile anticipo delle operazioni di mobilità rispetto al piano di assunzioni a conclusione del censimento e in vista del possibile accorpamento delle classi concorsuali,
  • sulla riduzione da tre ad un anno di servizio per la richiesta di trasferimento e/o di assegnazione provvisoria.

Perché? Perché sta cambiando un sistema che in tutti questi lunghi anni con l’accordo del sindacato doveva giustificare l’utilizzo del 15/20% dell’organico di diritto come fatto, assegnato a precari che non venivano stabilizzati. E invece, nulla di tutto questo si legge nell’ipotesi di contratto firmata, segno che ormai il sindacato rappresentativo in scadenza di mandato è scollegato dalla realtà o incapace di tutelare l’interesse dei lavoratori e della scuola.
E allora, permetti all’Anief di diventare rappresentativa alle prossime elezioni RSU, candidati nelle sue liste entro il 6 febbraio 2015 e votale a marzo. Scrivi a [email protected]

Se vinceremo questa scommessa, insieme, cambieremo la Scuola e partiremo proprio dalla riscrittura di questi contratti obsoleti, ingiusti, anti-europei.
#iocambiolascuola e tu? Partecipa ai seminari Anief sulla legislazione scolastica. Aderisci ai suoi ricorsi anche sulla mobilità. E’ arrivato il momento di agire, di riscoprire la vocazione a essere magistri vitae.

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