Mobilità. Il MIUR ha lavorato bene? Lettera

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Gentile redazione di Orizzonte scuola, mi sembra doveroso fare ancora qualche commento sulla mobilità.

Gentile redazione di Orizzonte scuola, mi sembra doveroso fare ancora qualche commento sulla mobilità. Non voglio entrare nel merito della cosiddetta riforma della " Buona scuola" poiché esprimerei un' opinione di parte, ma desidero riflettere sull' operato del MIUR. Ha operato bene questo Ministero? Anche se decidiamo di condividere totalmente questa riforma, la risposta e' decisamente NO!

Innanzitutto, come ho già scritto in una lettera precedente, il MIUR poteva scegliere fra due algoritmi, quello che utilizzava una graduatoria nazionale (X) e quello che costruiva una graduatoria sulla prima provincia scelta e poi generava graduatorie in coda dalla seconda in poi (Y). Il MIUR ha scelto l' algoritmo Y. Come ho già scritto nella lettera indicata sopra (L' algoritmo fatale…)l' algoritmo Y genera maggiori ingiustizie rispetto l' algoritmo X; in effetti, un docente con maggior punteggio, se sceglie un ambito con poche cattedre, rischia di emigrare rispetto ad un suo collega che ha meno punteggio e ha scelto un ambito con molte cattedre. Perché il MIUR non se ne e' accorto? Perché non ha fatto girare i due algoritmi e non ha analizzato i flussi? In un' azienda privata, un' analisi di questo tipo su di un portafoglio clienti sarebbe senz' altro stata fatta.

Inoltre, sembra che a Napoli, 1/3 dei movimenti di mobilità per la scuola primaria siano errati. Se ciò fosse vero, occorrerebbe far rigirare tutta la procedura perché questa e' a livello NAZIONALE. Il destino di un docente napoletano ha impatto sul destino di un docente ligure. Come e' possibile che il MIUR non riesca a capire una banalità di questo tipo? Personalmente credo, a parte errori pacchiani, che non sia facile dimostrare che ci siano stati errori su ambiti successivi al primo, visto che la procedura e' nazionale.

Fino adesso le critiche si sono soffermate sul famigerato algoritmo ,  ma ora dobbiamo esaminare le tempistiche delle varie fasi di mobilita' in relazione a quella della fase C. Innanzitutto, non siamo interessati a stabilire se e' giusto o no privilegiare queste fasi rispetto alla fase C. Riepiloghiamole: fase 0 , fase A, trasferimenti provinciali, legge 104, esuberi trasferiti sul potenziamento in classi di concorso diverse, ecc. Siamo d' accordo che questi movimenti hanno modificato notevolmente i posti per la fase nazionale C. Allora, perché queste fasi non sono state eseguite prima della scelta degli ambiti da parte dei docenti di fase C? E' questo un modo di procedere responsabile? In altre parole, i docenti di fase C hanno scelto gli ambiti senza sapere il numero delle cattedre disponibili.

Di conseguenza l' algoritmo Y + le tempistiche delle varie fasi hanno dimostrato l' inadeguatezza del MIUR. Il MIUR ha messo insieme un algoritmo che genera facilmente ingiustizie chiedendo ai docenti di selezionare gli ambiti senza conoscere i posti a disposizione. E' chiaro che le tempistiche delle varie fasi sono più negative dell' algoritmo stesso.
Un' ultima domanda:  per i nuovi assunti, l' anno di prova e' stato più intenso degli altri anni; per quale motivo, nella chiamata diretta non si fa uso del giudizio espresso dalla commissione giudicatrice?

Inoltre, perché in caso di giudizio positivo, non e' stata data la possibilità di essere selezionati, attraverso chiamata diretta, dalla scuola in cui il docente ha svolto l' anno di prova? Una selezione di questo tipo non e' più significativa della selezione attraverso curriculum? Non e' forse meglio giudicare, in casa, un docente che ha operato per un intero anno scolastico?
Ed ora mi viene un dubbio più significativo: e se la riforma Costituzionale fosse davvero stata scritta con i piedi come la riforma della ' Buona' scuola…….?
Steave Selvaduray

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