Mobilità. Giannini: “trasferimenti regolari”. Miur non rifarà operazioni, adesso blocco per tre anni

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Il Ministro Giannini interviene finalmente sulla polemica innescata dall'algoritmo utilizzato per i trasferimenti dei docenti di ruolo (immobilizzati e neoassunti) per assegnare la provincia o la sede di destinazione per l'a.s. 2016/17. Ma lo fa per buttare acqua sul fuoco.

Il Ministro Giannini interviene finalmente sulla polemica innescata dall'algoritmo utilizzato per i trasferimenti dei docenti di ruolo (immobilizzati e neoassunti) per assegnare la provincia o la sede di destinazione per l'a.s. 2016/17. Ma lo fa per buttare acqua sul fuoco.

"Non ci sono stati disguidi. È un processo molto complesso perché quest'anno sulla base della legge, così come uscita dal Parlamento, c'è un piano di mobilità straordinaria". Lo ha detto Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione, parlando della questione relativa all'assegnazione delle sedi che ha causato contestazioni da parte di molti insegnanti.

Secondo il Ministro, la mobilità straordinaria per l'a.s. 2016/17 era l'ultima occasione per rientrare nella propria provincia. Parla infatti di "blocco di tre anni".

"Questo significa che tutti coloro che volevano entrare o rientrare in mobilità – ha spiegato – potevano farlo quest'anno. Poi ci sarà un blocco per tre anni, dopodiché si procederà triennio per triennio dando così continuità didattica".

"E' chiaro – ha sottolineato Giannini all'ANSA – che come tutti i processi complessi che mettono in moto migliaia di persone possano esserci anche casi personali in cui l'aspirazione non si combina esattamente nei tempi e nei luoghi desiderati".

"Il nostro interesse è che tutto questo mondo complesso vada a regime entro l'inizio dell'anno scolastico – ha aggiunto – come è avvenuto l'anno scorso con il grande piano istituzionale".

"Concluderemo gradualmente il concorso portando in cattedra 63.700 nuovi insegnanti – ha concluso – È un investimento gigantesco fatto per il mondo della scuola che finalmente dà soluzioni definitive a problemi che si trascinavano da decenni".

Dalle parole del Ministro emerge che da parte del Ministero non c'è alcuna volontà al momento di rifare le operazioni della mobilità per la scuola primaria. Non sappiamo invece se si darà seguito alla richiesta dei sindacati rappresentativi di verificare alcuni casi segnalati o, come richiesto da più parti, di dare alle operazioni maggiore trasparenza.

Qualche parola va infine spesa sull'anticipazione del Ministero di chiudere la mobilità per tre anni, dal momento che il contratto sulla mobilità firmato quest'anno ha validità solo per l'a.s. 2016/17.

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