Mobilità: già 600 richieste di conciliazione interregionale. Ammessi i primi errori, Miur vuol dare ragione ai ricorrenti, ma su casi limitati

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Si è svolto ieri al Ministero un importante incontro al Ministero per chiarire alcuni aspetti relativi agli errori riscontrati nei tabulati della mobilità del personale docente per l'a.s. 2016/17.

Si è svolto ieri al Ministero un importante incontro al Ministero per chiarire alcuni aspetti relativi agli errori riscontrati nei tabulati della mobilità del personale docente per l'a.s. 2016/17.

Ad oggi sono stati inoltrati circa 600 tentativi di conciliazione e se ne attendono altrettanti nei prossimi giorni, anche se i sindacati ritengono che il numero sia sottostimato.

Per la mobilità in ambito regionale le conciliazioni si svolgeranno presso l'USR di competenza, che dovrà comunicare l'esito al MIUR.

Per le conciliazioni sulla mobilità tra ambiti di regioni diverse gli Uffici Scolastici Regionali dovranno inviare tutti gli atti delle conciliazioni al MIUR che si occuperà dell'istruttoria e alla fine trasmetterà la documentazione agli Uffici Scolastici, che provvederanno ad espletare la procedura di conciliazione.

E' intenzione del Miur – comunica il sindacato UIL – soddisfare le ragioni dei ricorrenti, ma limitando gli interventi.

Pertanto saranno prese in considerazione, per verificarne la fondatezza, solo le conciliazioni relative alla mancata assegnazione del posto, o dell'ambito, dovuti ad errori del sistema.

Non saranno prese in considerazione conciliazioni sull'attribuzione del punteggio per la mobilità (esempio il mancato conteggio degli anni di servizio nelle paritarie o il mancato riconoscimento del punteggio per il ricongiungimento), essendo questa una procedura che andava fatta al momento della convalida della domanda.

La conferma dell'anomalia dell'algoritmo. E' stato infatti comunicato che delle domande esaminate fino ad ora quasi la totalità hanno i requisiti per essere accolte e che se correttamente trattate, questi docenti avrebbero potuto essere soddisfatti entro il 5°/6° ambito richiesto.

Saranno utilizzati i posti disponibili in organico di diritto, residui dopo la mobilità. Questo consentirebbe di non spostare i docenti già soddisfatti e chiamati in causa dai colleghi che hanno avviato la conciliazione. La FLCGIL ha anche chiesto quanto sia fondata l'ipotesi, pure ventilata in altre circostanze dal MIUR stesso, di un utilizzo dei posti dell'organico di fatto e dell'accorpamento degli spezzoni in funzione della risoluzione dei problemi creati da questo meccanismo di mobilità.

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