Mobilità, esodo da Sud a Nord. I social impazzano, ma mancano i dati

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Giungono in redazione decine di email di esperienze di docenti che si sono visti assegnare cattedre lontano dalla loro regione.

Giungono in redazione decine di email di esperienze di docenti che si sono visti assegnare cattedre lontano dalla loro regione.

In particolare si tratta di docenti del Sud, spesso con anni ed anni di precariato, che hanno lavotato sempre nella provincia di residenza e che, dopo la mobilità, si sono visti assegnare cattedre a migliaia di chilometri di distanza.

Molti i siciliani i calabresi, i pugliesi e i campani che in queste ore hanno vissuto momenti di sconforto dopo la pubblicazione dei movimenti (in particolare) della primaria.

Chi in Lomabardia, chi in Emilia-Romagna, chi in Toscana, questi docenti dovranno spostarsi. Alcuni ritenendo tale assegnazione frutto di un errore. Molte le sperienze rintracciabili sui social. Inviaci la tua

Ma quanti sono?

In realtà non abbiamo dei numeri ufficiali, sarebbe il caso che il Ministero si adoperasse per fare chiarezza su molti punti relativi alla mobilità, rendendo trasparenzti i criteri con i quali è stato elaborato quell'algoritmo che i cervelloni elettronici hanno utilizzato per assegnare i docenti agli ambiti.

Di numeri, al momento, abbiamo soltanto quelli della Puglia inviati dalla FLCGIL locale. O l'ANCI, che sostiene che la Sicilia abbia foraggiato le scuole del centro-nord, con ben 7mila insegnanti.

Numeri che si basano su stime, ma che rendono l'idea del fenomeno.

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