Mobilità docenti. USB: rischio licenziamento per docenti che non vorranno lasciare famiglia

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Giornata di mobilitazioni in tutta Italia contro l'esodo di massa generato dalla mobilità nazionale voluta dal Miur e controfirmata da Cgil, Cisl, Uil e Snals.

Giornata di mobilitazioni in tutta Italia contro l'esodo di massa generato dalla mobilità nazionale voluta dal Miur e controfirmata da Cgil, Cisl, Uil e Snals.

A Palermo centinaia di docenti e l'USB al loro fianco nella mobilitazione hanno riempito la strada antistante la prefettura in attesa dell'incontro con il prefetto. 

Chiediamo l'immediato annullamento della mobilità nazionale, un intervento che consenta ai docenti di continuare a lavorare nelle loro terre, dove per anni hanno contribuito al funzionamento della scuola pubblica statale.

I posti al sud ci sono, per quelli di ruolo e per i precari delle GAE, nonostante i tagli che negli anni si sono succeduti dalla Gelmini alla Giannini, lo testimonia il numero di supplenze che questi stessi docenti hanno alle spalle.

Basta con le bugie di Renzi, Giannini e Faraone, più di 7000 docenti saranno espulsi dalle loro regioni, lasciando famiglie e storie lavorative conquistate con anni di lavoro in scuole a rischio e in territori con ancora alti livelli di analfabetismo.

Un valore umano, culturale e intellettuale che questo governo vuole esiliare per impoverire ancora di più il Sud Italia, spostando forzatamente le persone e le loro risorse professionali e culturali al nord, con conseguenze sociali imprevedibili e il rischio che tantissimi docenti si licenzino per non lasciare figli e famiglie. Diciamo basta alle politiche di umiliazione dei lavoratori della scuola!

Nei prossimi giorni le mobilitazioni continueranno nelle piazze per portare la protesta fino a Roma e fermare questo governo.

USB P.I. Scuola

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