Mobilità docenti. Miur non pubblica algoritmo che permetterebbe di dimostrare se i trasferimenti sono corretti oppure no, utile per la conciliazione

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Nei giorni successivi alla pubblicazione degli esiti dei trasferimenti i media generalisti hanno puntato l'attenzione sul fenomeno degli "esodi" e della cosiddetta "deportazione" di docenti, in particolare dal sud al nord. Ma i sindacati e la nostra redazione ha invece ben presente qual è il problema oggi, e non ci stancheremo di rinnovare la richiesta di trasparenza della procedura. Forse un mail bombing in questo senso non guasterebbe.

Nei giorni successivi alla pubblicazione degli esiti dei trasferimenti i media generalisti hanno puntato l'attenzione sul fenomeno degli "esodi" e della cosiddetta "deportazione" di docenti, in particolare dal sud al nord. Ma i sindacati e la nostra redazione ha invece ben presente qual è il problema oggi, e non ci stancheremo di rinnovare la richiesta di trasparenza della procedura. Forse un mail bombing in questo senso non guasterebbe.

Il caso "trasferimenti" non è quello dell'emigrazione di precari non più precari grazie alla Buona Scuola assunti a centinaia di km dalla provincia che avevano scelto o dalla regione in cui avevano svolto il concorso. La legge 107/2015 al riguardo era chiara e la presentazione della domanda di assunzione avrebbe comportato inevitabilmente anche il rischio di trovare posto dove non te lo saresti mai aspettato. C'era da tenerlo in conto, e ben lo sanno coloro che per scelta personale o familiare quella domanda non l'hanno presentata e sono ancora in attesa di assunzione.

Le regole della mobilità docenti per l'a.s. 2016/17 poi sono state scritte in un contratto firmato dai sindacati e dall'Amministrazione. Potevano piacere o meno, ma non ci risulta che ci siano state disdette in massa delle tessere sindacali, per cui ne deduciamo che i docenti abbiano accettato le decisioni assunte dai loro rappresentanti ai tavoli del Miur.

E dunque gli esiti della mobilità avrebbero potuto essere "dolorosi" dal punto di vista emotivo (non se ne abbiano a male esponenti del PD o chiunque critichi chi si lamenta che da un giorno all'altro l'organizzazione della tua vita è stravolta), ma la realtà ha superato ogni aspettativa.

In pochi giorni i sindacati hanno raccolto fascicoli e faldoni di errori segnalati dagli interessati. Un numero impressionante per poter dire "vi siete sbagliati tutti" perchè se è vero che alcune segnalazioni soprattutto nelle prime ore successive alla pubblicazione dei movimenti derivavano dalla mancata comprensione delle fasi e delle precedenze, ormai siamo ad uno stadio successivo.

Il Ministero cosa fa? Minimizza, convoca i sindacati, comunica che è stato necessario inserire a sistema un numero elevatissimo di record (soprattutto per primaria) e che da questo potrebbero derivare delle anomalie che, se opportunamente segnalate attraverso un lavoro di investigazione del migliore Sherlock Holmes, saranno sanate. Quando, questo non è dato sapere. Non si speri certo entro il 1° settembre!

Ma – e su questo vogliamo insistere – finora il Ministero non pubblica l'algoritmo utilizzato che potrebbe dimostrare che i trasferimenti sono stati effettuati sulla base di quanto previsto dal contratto e che veramente le anomalie andranno ricondotte a pochi caso.

Cosa costa la pubblicazione? A nostro parere nulla. Ma la pubblicazione deve essere tempestiva, per permettere ai docenti di produrre la conciliazione solo se veramente necessario e dimostrabile.

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