Mobilità. Docenti che tornano dal Nord: Napoli in testa, poi Cosenza. Ci si sposta tra i 30 e i 40 anni

Stampa

Dai 50 si tende a rimanere a Nord. A Napoli più della metà delle domande di ingresso arrivano da docenti originari del posto, a Roma e Milano cifre molto più contenute.

Dai 50 si tende a rimanere a Nord. A Napoli più della metà delle domande di ingresso arrivano da docenti originari del posto, a Roma e Milano cifre molto più contenute.

I dati sono stati forniti in esclusiva da VoglioIlRuolo ed analizzati insieme con OrizzonteScuola, grazie al nuovo ed innovativo servizio che consente di scegliere la miglior provincia per la mobilità 2015.

E’ Napoli la città che resta nel cuore e in cui si cerca di tornare anche dopo anni di insegnamento in altre regioni. Sono un dato inequivocabile le 267 domande di trasferimento verso il capoluogo partenopeo inoltrate da docenti originari del posto sulle 441 totali. Un dato che fa riflettere se paragonato con quello della Capitale: a Roma soltanto 43 trasferimenti su 340 totali nascono dalla volontà degli oriundi del posto di ritornare a vivere nella provincia di nascita. I due rapporti numerici così differenti possono indurre a molteplici riflessioni, la prima delle quali non può essere formulata senza un punto interrogativo: possibile che a Roma si voglia tornare meno che a Napoli? La risposta deve essere senz’altro sfumata dalla considerazione che Roma negli anni passati ha lasciato andare via meno insegnanti di quanti siano sfuggiti all’orbita di Napoli (anche visto il gran numero di scuole non solo statali, ma anche paritarie in cui i docenti della Capitale hanno trovato lavoro), mentre continua a essere a essere un buon bacino collettore per quanti provengono da fuori. Lo stesso ragionamento si deve fare per Milano: su 153 domande totali di ingresso, solo 33 arrivano da milanesi di nascita.

Fuori dalle grandi città: si torna in Puglia, Campania, Sicilia

Spostandoci a Sud verso le regioni da cui tradizionalmente negli scorsi anni numeri consistenti di docenti sono andati via per inserirsi in graduatorie provinciali meno congestionate, il più alto indice di gradimento spetta a Cosenza (158 rientri su 246 domande totali), poi a pari merito Bari (153 su 239) e Catania (153 su 348). Ben rappresentate nel nostro grafico anche Salerno (127 ritorni su 165 domande totali), Palermo (119 su 288), Reggio Calabria (110 su 141), Lecce (108 su 129), Frosinone (107 su 145), Caserta (106 su 132).

Per andare ai casi in cui, invece, le domande di trasferimento verso la provincia di nascita scendono al di sotto delle cento unità, troviamo comunque interessanti Messina (74 su 98), Siracusa (72 su 109), Foggia (52 su 67), Avellino (45 su 60) e l’Aquila (43 su 68).

Età dei trasferimenti

I nuovi esclusivi dati forniti da VoglioilRuolo in parte confermano ma in parte aggiungono elementi di riflessione a quanto suggerirebbe il senso comune. Quest’ultimo avrebbe forse indotto a credere che fossero i docenti nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 40 anni a spostarsi maggiormente, mentre invece troviamo il picco più alto di trasferimenti nella decade successiva (tra 40 e 50 anni) e poi ancora tra i 50 e i 60 anni. Una mobilità così elevata tra ultraquarantenni e ultracinquantenni si spiega facilmente col fatto che con queste fasce di età coincidono anche gli ingressi in ruolo: per semplificare, si firma il contratto a tempo indeterminato a 45 anni e si chiede il trasferimento a 50. Da ultimo sottolineiamo il numero certo soglia esiguo, ma non trascurabile, di trasferimenti che vengono richiesti anche dopo i 60 anni.

 

Vedi anche

Mobilità. Non c'è alcun esodo da Nord a Sud che danneggia la continuità didattica. Si resta al Nord



I dati in questione sono stati forniti in esclusiva da VoglioIlRuolo ad OrizzonteScuola. Per un loro utilizzo potete contattare la [email protected]

Stampa

Concorsi ordinari docenti entro il 2021, anche DSGA. Preparati con CFIScuola!